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Felicità

Fare il bene fa bene. Il Signore non è un aguzzino che ci chiede l’impossibile, ma un Padre che fa il possibile per renderci felici. Il problema è non comprendere che il segreto della felicità lo conosce solo Lui, e che a noi spetta fidarci.

Fedeltà

La fedeltà è un bene inestimabile. Anche quando tutto dice contro e si vorrebbe fuggire: stare là, non retrocedere, perché l’altro è più importante. L’amore resta là, come scrive Prévert nel suo testo più famoso. Stabat Mater: Maria è la Vergine fedele, che proprio per questo è nostra Madre.

Il traino

La speranza, per Charles Peguy, è una piccola bambina che trascina le sorelle più grandi, la carità e la fede. Non si procede, senza questo traino. Lasciamoci portare, lei sa dove condurci, l’ha imparato da Uno che non dispera mai.

Dei due uno

Al cuore occorre un altro cuore con cui consentire, comunicare, condividere. S. Agostino dice che il nostro cuore è inquieto, finché non riposa in Dio: l’auto affermazione produce una tensione continua, che può diventare intollerabile. L’amore, invece, fa dei due uno: è l’abbandono che pacifica e guarisce.

Qualità della vita

Vivere tutto in Cristo è l’esercizio per antonomasia. È la chiave che apre le porte della realtà definitiva. A noi la scelta: accontentarci della mediocrità, che finisce col temere tutto, o scegliere l’abbandono coraggioso, che sa di Chi fidarsi. Qualità della vita: dipende da noi e da nessun altro.

La pendenza

L’impresa è credere nell’amore: si sa che non è facile. L’amore vero è una lotta all’ultimo quartiere, con se stessi. Bisogna decidersi a non essere immediati, a consultare Gesù prima di agire o di parlare. Amore è salire, anche quando la pendenza intimorisce.

Difficile semplice

Vedere Cristo nell’altro: una delle cose più difficili e più semplici. Difficile perché a volte l’altro – come me – tutto può sembrare tranne Cristo; semplice, perché è iscritto nel codice della creazione e della redenzione. Apprestiamoci all’impresa difficile/semplice con la curiosità di chi si aspetta poco da sé e molto – quasi tutto – dalla grazia.

Quando

Quando siamo privi di forze e ci sembra impossibile proseguire nel cammino, quando ogni risorsa pare esaurita definitivamente, proprio allora dobbiamo prendere le forze da Gesù, contare sul Suo sguardo, la Sua voce, il Suo amore inesauribile.

La soglia

Il cuore, a volte, si affaccia sul mistero, scruta dentro il tunnel del tempo, sconfina e vede l’invisibile. Bisogna sostare a lungo sulla soglia per sentire la Voce, per porre domande a cui nessuno potrebbe mai rispondere. A volte solo i moribondi vantano un udito così fino.

Identità

Non ci salviamo per i nostri meriti, ma per i meriti di Cristo e di Maria. Sotto il loro manto stiamo bene, ci sentiamo a casa. Essere se stessi è stare a casa: non puoi non accorgerti di aver raggiunto la tua vera identità.