
Fare il bene fa bene. Il Signore non è un aguzzino che ci chiede l’impossibile, ma un Padre che fa il possibile per renderci felici. Il problema è non comprendere che il segreto della felicità lo conosce solo Lui, e che a noi spetta fidarci.

Al cuore occorre un altro cuore con cui consentire, comunicare, condividere. S. Agostino dice che il nostro cuore è inquieto, finché non riposa in Dio: l’auto affermazione produce una tensione continua, che può diventare intollerabile. L’amore, invece, fa dei due uno: è l’abbandono che pacifica e guarisce.

Vivere tutto in Cristo è l’esercizio per antonomasia. È la chiave che apre le porte della realtà definitiva. A noi la scelta: accontentarci della mediocrità, che finisce col temere tutto, o scegliere l’abbandono coraggioso, che sa di Chi fidarsi. Qualità della vita: dipende da noi e da nessun altro.

Vedere Cristo nell’altro: una delle cose più difficili e più semplici. Difficile perché a volte l’altro – come me – tutto può sembrare tranne Cristo; semplice, perché è iscritto nel codice della creazione e della redenzione. Apprestiamoci all’impresa difficile/semplice con la curiosità di chi si aspetta poco da sé e molto – quasi tutto – dalla grazia.