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L’appuntamento

Si può amare Gesù senza cercarlo, ignorando i Suoi occhi, reprimendo il desiderio dell’incontro? È il punto di verifica della nostra crescita, la cartina tornasole del desiderio di Lui. Ma non scoraggiamoci: lasciamoci attrarre, e non mancheremo più all’appuntamento.

Come per noi

Gesù tiene al nostro pensiero, è interessato al nostro affetto. Spesso dimentichiamo le basi elementari dell’amore, saltiamo i passaggi: ma il Cristo, vero Dio e vero Uomo, ci ricorda che l’operazione non funziona. Lui ama divinamente e umanamente: delicatezze, attenzioni, sono imprescindibili, come per noi.

Purificazione

Prima o poi si comprende l’importanza della purificazione. Il giudaismo ne aveva fatto una bandiera, raggiungendo note parossistiche e per noi inaccettabili. Gesù ricorda che è amando Lui che si attua in noi quest’opera. È la vita che s’incarica di smaltire i residui della morte.

Di più

Amarlo di più: questo chiede Gesù. Fatichiamo a rispondergli: la carne è pesante, la sofferenza ostacola. Al buio c’è l’eros, l’agape ha bisogno del giorno. Ma possiamo vederla così: l’amore passa nella notte fonda trasformandola in luce, a poco a poco.

Dire

Perché non dire a Gesù che lo amiamo? Lo diamo per scontato? Ma quale amante dà per scontato l’amore dell’amata? Gesù ama, e ama sentirsi ricordare quanto è amato. La vita è scontata per l’indifferente.

Difficile semplice

Vedere Cristo nell’altro: una delle cose più difficili e più semplici. Difficile perché a volte l’altro – come me – tutto può sembrare tranne Cristo; semplice, perché è iscritto nel codice della creazione e della redenzione. Apprestiamoci all’impresa difficile/semplice con la curiosità di chi si aspetta poco da sé e molto – quasi tutto – dalla grazia.

Da che parte

La gioia è nell’unità, dice Gesù a Gabrielle. Le raccomanda, per questo, di sentirsi partecipe della vita dei santi, di tutti coloro che hanno scelto l’amore. Due sono le vie: quella santa dell’amore e quella diabolica dell’odio. Non si può rimanere sulla soglia, bisogna decidere da che parte stare. Non c’è che l’amore, in cielo, e Gesù lo ha portato sulla terra.

Il Padre

Bisogna pensare all’amore delicatissimo che il Padre ha per tutti e per ciascuno, ringraziarlo per ciò che sentiamo come bello, che solo noi avvertiamo con quelle sfumature. Stupirci, aggiunge il Cristo alla Bossis, che da sempre ci abbia pensato, col Suo amore singolare e molteplice, immutabile e creativo.

Questo amore

Il Cristo dice alla Bossis di offrire al Padre il Suo sacrificio sulla croce, perché il Padre contempla tutti i tempi nello stesso momento. Cosa non darà vedendo il Figlio morire? Come non risponderà prontamente, Lui che è amore inaudito? Questo amore è adesso, conclude Gesù, lasciandoci un tesoro a cui attingere ogni giorno.

Concupiscere

Gesù ci ama. Sembra uno slogan: ricorda una vecchia pubblicità di jeans, che invitava a un’ambigua sequela. Ma è questo il punto: l’amore di Dio ci salva dall’equivoco mortale del concupiscere: voler possedere è l’esatto contrario della vita, che è consegnarsi, lasciarsi trasformare.

Sul vivo

Ciò che salva è la fiducia. Un atto di fiducia radicale può salvare anche in punto di morte: è l’insegnamento del cosiddetto buon ladrone. Magari non sarà un grande amore, ma è tutto quello che l’anima può dare; per questo Gesù ne è toccato sul vivo, e fa sua la volontà della creatura, come confida alla Bossis. 

Dall’amore

Dare Dio agli altri: è il nostro lavoro. È insieme con gli uomini che il Cristo si presenta al Padre: se amiamo con Lui siamo già in cielo, con il cuore, per questo possiamo trasmetterlo, quaggiù. Così Gesù a Gabrielle. Favole, per chi non crede; vita, per chi è stato conquistato dall’amore. 

Inaudito

Gesù più dona, più è felice. A volte ne siamo infastiditi, perché nessuno è degno di ricevere. Ma dobbiamo essere certi che non è merito nostro, farci avvolgere nel manto delle Sue virtù, così che il Padre veda solo Lui. Di là scopriremo il Suo amore impensabile, inaudito.