Archivi tag: Continua a leggere

Continua a leggere. 4


In questo momento c’è già tutto, è l’unico criterio ragionevole. Ci ammaliamo di passato, o di futuro. Pensiamo che manchi qualcosa, o che qualcosa sia inceppato. Il nodo non si scioglie con i sensi di colpa, coi rimpianti, con l’eterna illusione di un domani migliore. La soluzione è adesso: è qui, è ora che io ci sono, coi miei doni, i miei pregi, i miei difetti. Con la presenza che dà senso a tutto. Dobbiamo ammettere, anche a malincuore, che è Dio che colma i vuoti, guarisce le ferite, e che questo lo fa adesso. Che sia gratificante o meno quello che vivo, è qui, è ora ciò che conta, non fra un attimo, e neanche un attimo fa. In questa sala delle benedizioni, il giorno 8 febbraio, alle ore 11.43 della mattina, c’è tutto quello che posso volere dalla vita. È un dono il respiro, la mano che scorre sui tasti dello smartphone, gli occhi con cui conto quante righe scrivo, le narici che annusano quest’aria invernale che non vuole mitigarsi. Sto tornando agli inizi, quando c’era unità tra il fare e l’essere, quando il cuore era sospeso in quello spazio dove l’eterno non è più un estraneo. È questo che cerchiamo: l’unità fra dentro e fuori, da cui la morte si ritira con orrore. Pensaci, lettore, pensaci, lettrice: il cammino che ti ha portato a questa pagina approda alla meta solo se decidi di esserci davvero, qui, ora; se non ti volti indietro, se non cerchi nel futuro qualcosa – qualcuno -che ti sta parlando adesso. Ecco, ascolta: qui, ora, puoi sentire la sua voce.

 

 

Continua a leggere. 3

Ogni tanto  arriva la notizia di un fedele deceduto nella mia ex parrocchia. Sempre più si allarga la cerchia delle persone trasferite in cielo, e questo ha conseguenze inevitabili. È come avere una seconda casa: una casa di vacanze, o di riposo. L’eterno riposo. A noi sembra triste lasciare questa terra, ma se sapessimo come stanno davvero quelli che si ritrovano di là, ci penseremmo due volte prima di compiangerli. Certo, se a molti tocca passare per il fuoco doloroso che chiamiamo purgatorio – all’inferno non ci voglio pensare, per i fedeli parrocchiani – la gioia sembra smorzarsi: ma le anime purganti coltivano la felicità segreta di entrare in paradiso, e se ci chiedono preghiere è perché questa felicità non sia troppo contrastata. Anche qui, è questione di tornare agli inizi, quando tutto era avvolto nell’amore, e non c’era da discutere su cose come “io, guerra, possesso”, o “piacere, paura, gratificazione”. Il piacere è ritornare a essere se stessi nell’unica condizione che lo permetta veramente: l’abbraccio del Padre. È bello pensare che arriverà il momento in cui ambizioni e desideri saranno un po’ di polvere con cui è impossibile parlare: resterà, invece, l’estasi, lo slancio, il sorriso dell’anima che comprende di non correre più rischi, di non poter sbagliare, di stimarsi, perché Qualcuno, infinitamente più potente, la stima oltre ogni attesa. Tocca anche a te, lettrice, tocca a te, lettore, fare i conti con la fine, che è un inizio: la verità rovescia qualsiasi prospettiva, la tomba sigillata è vuota, l’uomo che incontri ti annuncia che quello che cercavi non è qui, che la fine è diventato il fine, che la paura ha cambiato nome, un’altra volta, perché adesso si chiama speranza.

Continua a leggere. 2

L’inizio, per me, fu via Prassilla, le passeggiate con don Mario, lo spirito incarnato in gesti, parole, tracce di un progetto che solo più tardi si sarebbe definito in termini precisi. E già qui puoi dire anche la tua, lettore, anche la tua lettrice: se ci sia nella tua vita una via Prassilla degli inizi, se hai  provato la carezza di Dio che ti incoraggia ad andare verso te stesso, come disse a suo tempo al padre Abramo. È emozionante il ritorno della storia, il riaffacciarsi della parola del Creatore che spariglia le carte, destruttura per ristrutturare, edifica il regno sulle macerie delle nostre strategie. In via Prassilla trovai la perla di straordinario valore che si sarebbe rivelata, nel bene e nel male, la luce del cammino. Ancora oggi, quando la vita mi mette alla prova, quando sembra che qualunque altro posto sia migliore di questo, mi ricordo degli inizi, di come, camminando sulla strada vicino alla chiesa, ogni paura si scioglieva nell’abbraccio col tutto. Anche stasera, che ho sentito l’invidia mordermi il calcagno nelle parole del confratello prete, lo porto idealmente con me, su via Prassilla, gli faccio assaporare quell’inizio degli inizi che comincia ad apparire anche a te, lettrice, anche a te, lettore: ormai comprendi come sia qui che si gioca la partita, come, fra tutte le perle del mondo, sia questa la sola in grado di impedire al mercante di continuare a essere mercante. È qualcosa che cominci a intravedere, che conosci da sempre, ma che solo certe parole, certi giri di frase ti riportano – adesso, solo adesso – alla memoria.

Continua a leggere.1

È arrivato il momento di scrivere un libro. Sì, in aggiunta a quelli già in cantiere. Più vado avanti negli anni, più mi accorgo che la mia vita si comprende così, nelle pagine in cui metto nero su bianco la verità che si rivela. Grazie a Dio, non ho bisogno di modelli a cui adeguarmi. Questo ho imparato: la scrittura dev’essere libera, altrimenti è finzione di finzione, buona solo a rimpinguare le casse di case editrici a caccia di sfoghi narcisistici. Dopo tanto cammino, mi accorgo di non avere bisogno di conferme: m’innamoro sempre più di una luce che è dentro, la perla preziosa del Vangelo, quella per cui il mercante decide di vendere tutto, quella per cui, alla fine, non è più mercante. Dev’esserci qualcosa che ti cambia in modo radicale: non sei più quello di prima; sei raggiunto da una luce d’altri mondi, che rinnova l’essere dalle fondamenta. Questo libro ha lo scopo di causare, in chi legge, lo stesso colpo di reni con cui vincere una corsa che sembrava persa. Si tratta di lasciare da parte ciò che dentro di noi lavora contro, di riattivare quella che Gesù chiamava la sorgente che zampilla per la vita eterna. Avete mai visto una sorgente? È uno spettacolo speciale: si ha la sensazione che lì ogni cosa ricominci, come se tutti gli errori fossero azzerati. Ecco: questo è il libro per chi non ha mai trovato la chiave della vita, per chi pensa di aver sbagliato tutto e di dover ripartire da capo. “ In origine non era così”. È vero ciò che sta all’inizio. Il resto è conseguenza.