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Lo stato dell’arte. Federica Maria d’Amato

È la seconda volta che Fabrizio Centofanti mi rivolge domande scomode. La prima volta mi chiese della mia esperienza di scrittura, e le risposte cercai di condensarle QUI. Ora, Fabrizio, ha alzato la posta in gioco: «Qual è lo stato dell’arte? La poesia ha ancora qualcosa da dire? È uno strumento che aiuta a ritrovare la strada? C’è ancora una strada? La poesia, l’arte, la letteratura, aspirano a risvegliare la speranza in un presente migliore? Sono domande difficili: ma se aprissero spiragli di senso in un’epoca che sembra perderlo ogni giorno di più?».  Continua a leggere

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La parola ai poeti. Federica Maria D’Amato

“La cosa”

Penso a come dire questa fragilità che è guardarti
Mario Benedetti, da Tutte le poesie (Garzanti, 2017)

 

Penso a come dire questa fragilità che è scrivere cosa sia, o non sia, la poesia, tutta la poesia o una sua parte, ma ho timore ch’essa non sempre esista o almeno non sempre e non solo per noi.
Penso a come dire quella fragilità che è spiegare perché iniziai, molto tempo fa, a tentare il verso e perché, in modo fallimentare, io tenti ancora il non-tentabile per definizione.
Meno fragile sarebbe, per me, pensare e scrivere che la poesia (forse) non esiste e non esistono i poeti, se non in rare e fulminee occasioni (occasioni montaliane, occasioni a noi precluse). Continua a leggere