Ci avviammo lungo un sentiero che s’inoltrava nella pineta. Andavamo alla spiaggia nascosta, l’ultima con un accesso difficile, o non proprio alla portata di tutti (ma alla nostra sì…), e lì non avremmo trovato bambini, ombrelloni, borse e carrelli. Siamo gente essenziale: lasciata la macchina sulla strada in alto, con noi solo un leggero ricambio e un telo da stendere sui ciottoli.
L’accesso è difficile e rischioso, ma non è un fastidio, è un piacere. Nostra è la costa, e tutti gli anfratti e pareti (così pensavamo). Con il caldo e le giornate lunghe si va, ci si arrampica, si discende per gli scogli taglienti, a picco sul mare. Ci spinge il desiderio di stare al sole come le lucertole, ferme finché c’è quiete, per l’intero pomeriggio. Certamente, inutile illudersi, la gente arriva comunque, col gommone, colla barca… Non saranno tanti, è ancora presto, non è alta stagione, ci diciamo.

