II. I passi indietro
Non occorre essere hegeliani per riconoscere che l’arte parla direttamente alla sfera emotiva e sensibile dell’uomo, ma forse con Hegel potremmo convenire, quando non siamo travolti dalle ondate sussultorie d’una psiche pessimista ed abbattuta, che l’oggetto precipuo della pittura figurativa, il tema maggiormente vitale, pieno, che essa possa rappresentare, è l’amore conciliato, liberato da ogni doloroso rivolgimento dialettico, senza desiderio: da qui l’intramontabile significatività di certe opere rinascimentali cristiane, conservate nella loro integrità originale, che presentano in figure umane, ad un tempo povere e sovrane, la semplicità, priva di pretese e rivendicazioni, dell’amore.
