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Primo Maggio: che cosa c’è da festeggiare? di Angelo d’Orsi

DA MICROMEGA

 

[…]I ricercatori vessati, gli insegnanti umiliati; gli scolari e studenti penalizzati; i professori di università costretti a cercare rifugio all’estero; i disoccupati, gli esodati, i licenziati, i de localizzati, i cassintegrati; le vittime (morti, feriti, invalidi) sul lavoro, o meglio di lavoro; i lavoratori in nero; i suicidati. Operai, impiegati, imprenditori: quanti sanno che è nata in aprile a Vigonza (Padova) un’Associazione dei familiari degli imprenditori morti suicidi? Nel 2012, i morti di propria mano sono stati, fino a metà aprile, 23. (Giunge ora la notizia di un altro suicida: o meglio suicidato: un imprenditore edile sardo, costretto a licenziare i dipendenti, compresi i suoi stessi figli. Possibile che i tecnici cattolici al governo, i teorici del “rigore finanziario” e della “coesione sociale”, non abbiano nulla da rimproverarsi?). E questa non è forse una nuova forma della distruzione del ceto medio, che abbiamo già visto in atto negli Stati Uniti? E, a sua volta, a me pare una tragica conferma della “profezia “ di Marx, relativa alla bipolarizzazione della società, e all’impoverimento crescente delle classi medie fino alla loro scomparsa tendenziale, e alla concentrazione della ricchezza in un numero sempre più ridotto di mani, e in misura sempre più alta…  Continua a leggere

Cattolici moderati? Oiboh! di Don Paolo FARINELLA

DA MICROMEGA

 

Machiavelli oggi farebbe la figura di una novizia verginella davanti ai marpioni che fingono di essere ciò che non sono per abbindolare consapevolmente i creduloni, in nome della religione, usata come vestito per tutte le stagioni. Essi amano tramare nell’ombra, ma non tanto da restare nascosti, ma quanto basta per farsi riconoscere e fare trapelare l’idea che bisogna votare per«i moderati».

Moderati! Altra parola magica o truffaldina. Non ho mai capito perché i cattolici debbano essere moderati, in nome di quale principio etico, di quale versetto del Vangelo, di quale canone del Diritto Canonico. Guarda caso, i moderati alla fine sono Berlusconi, Formigoni, Buttiglione (quelli cogli «oni» come direbbe Benigni), Casini, Fini, Scajola, cioè tutti quelli che sono corrotti nella spina dorsale, che fanno della morale pubblica uno scempio, che vivono d’intrallazzi e che della democrazia fanno strazio pur di avere il potere che serve a sua volta a corrompere ancora di più per allargare oltre ogni misura la corruzione come strumento di governo, cioè di impero oligarchico. Continua a leggere

Il reddito minimo garantito

Perazzoli: “In Germania fino a 1850 euro al mese, in Europa solo l’Italia non ha il reddito di cittadinanza”

di Ignazio Dessì

 

L’asse Monti-Fornero batte la lingua sul tamburo intonando il mantra “più licenziabilità più posti di lavoro per i giovani” e il magico cilindro governativo sputa fuori un nuovo articolo 18 dello Statuto dei lavoratori frutto della mediazione con la politica. Ma nella realtà proliferano gli esodati, i disoccupati e i disperati che si suicidano. La società italiana è in fermento e la categoria lavoratrice sembra percossa da un senso di impotenza. Del resto dopo il licenziamento si avrà diritto a 12 mesi di indennità (Aspi) e poi si finirà sulla strada. Così quando per forzare la mano e far passare le riforme auspicate dal trionfante mercato molti esponenti del governo fanno riferimento a quanto esiste in Europa dimenticano quella parte di tutela sociale (la più importante) che il Vecchio Continente offre ai cittadini. In primo luogo il Reddito di cittadinanza che nel resto d’Europa è considerato un diritto fondamentale e solo l’Italia, insieme alla Grecia e all’Ungheria, continua a negare. Dell’argomento abbiamo parlato con Giovanni Perazzoli, penna di punta di Micromega, direttore di Filosofia.it ed autore di alcune illuminanti pubblicazioni sull’argomento. Continua a leggere

AMBIENTE. “Giù le mani dall’acqua del sindaco” di Paolo Rumiz

La Legge 6 agosto 2008, n. 133 privatizza anche l’acqua!!!

(Su Micromega e Repubblica)

Cologno Monzese – Dal Piemonte alla Sicilia, nell’ Italia bastonata dalla crisi è nata una nuova resistenza, contro la privatizzazione dei servizi idrici. Una resistenza che parte dal basso e contesta non solo il Governo, ma il Parlamento, che il 6 agosto, mentre il Paese era in vacanza, ha approvato una norma-bomba (unica in Europa) con il “sì” dell’ opposizione. Non se n’ è accorto quasi nessuno: quel pezzo di carta obbliga i Comuni a mettere le loro reti sul mercato entro il 2010, e ciò anche quando i servizi funzionano perfettamente e i conti tornano. Articolo 23 bis, legge 133, firmata Tremonti. La stessa che privatizza mezza Italia e ha provocato la rivolta della scuola.
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