
Spingiamo i giorni senza meta
Spingiamo i giorni senza meta,
e collochiamo fiori freschi di paura
dentro il vaso.
La gioia non ha più l’età per concepire,
non si ristabilisce dalla febbre
e lascia il sacco con le ossa cementato
in fondo al muro.
I morti non invecchiano,
versano il pianto della sera in una crepa.
È così forte la nostalgia dei vivi
e le ragioni sembrano dissanguarsi nel vestito.
A volte accade
che tremino i pilastri dalla base
e la giustizia finisca con la testa fracassata
sotto le sue vele.
A volte accade
che l’innocenza ruzzoli in un rigagnolo di fango
e la sostanza fermentata dei motivi
rimanga esonerata dal dovere.
I perché vorrebbero disseppellire
almeno 2 monete dalla fonte,
ma le risposte fumano nei desideri triturati come foglie
in mezzo ai denti.
E la parola,
nell’impotenza che esala dalla terra,
porta le antiche colpe sulle spalle,
filtra dalle persiane dei secoli
coi feti abortiti dei diritti,
contusi e diffamati,
nell’addome
* Continua a leggere→