Osservo il mio vicino di casa che inchiavarda la porta con decine di mandate: prima sopra, poi sotto, poi ancora più sopra, e infine con un pulsante aziona l’allarme. Deve andare alle poste e poi al supermercato, starà fuori un paio d’ore, quindi è meglio che protegga la casa, i soldi, l’oro e qualunque cosa preziosa sia celata in fondo ai cassetti. “Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”, mi dice con un sorriso amaro. Sotto casa, alle undici di mattina, un tipo lega il suo motorino scassato a un palo della luce con un catenone incredibile. Una signora gli si avvicina per domandargli un’informazione e il tipo, sempre alle prese con i suoi lucchetti d’acciaio, scuote la testa: “Non lo so, non so niente, arrivederci” dice liquidando in fretta la sconosciuta. Prendo anch’io la mia Vespa e parto per il lavoro: mi colpisce vedere lungo la Salaria una coppia di ragazzi che fanno l’autostop, lei ha in mano un cartello con la scritta Firenze, lui guarda le macchine e i camion passare veloci. Nessuno si fermerà, temo, non è più tempo di fiducia nel prossimo, di curiosità aperte: in ogni autostoppista può celarsi un serial killer. Continua a leggere
Nessuna fiducia: viviamo nella diffidenza assoluta, riparati dietro rifiuti preventivi – di Marco LODOLI
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