Archivi tag: Tzvetan Todorov

Prima la poesia ne “La domanda della sete” di Chandra Livia Candiani

Propongo una mia lettura del nuovo libro di Chandra Livia Candiani, La domanda della sete (Einaudi 2020). Il testo è stato pubblicato in forma leggermente ridotta sul n. 321 di Gennaio-Febbraio 2021, da oggi in libreria, della rivista l’immaginazione (Manni editori), che ringrazio per averne concesso la riproduzione.

Prima la poesia ne La domanda della sete di Chandra Livia Candiani
di Giorgio Morale

Ne la La domanda della sete (Einaudi, settembre 2020) i lettori de La bambina pugile (Einaudi 2014) e di Fatti vivo (Einaudi 2017) troveranno le poesie scritte dal 2016 al 2020 da Chandra Livia Candiani e la conferma di una voce, un mondo, una proposta che hanno reso Chandra Candiani una delle presenze più amate della poesia di questi anni. Presenza che è cresciuta al riparo da esibizionismi e spettacolarità, fino a costituire uno dei casi di questi anni nel campo dell’editoria di poesia. Continua a leggere

LA SOLITUDINE DEL CRITICO. Considerazioni su alcuni libri recenti e il destino della poesia. Saggio di Giuseppe Panella

di Giuseppe Panella

______________________________


«Ce grand malheur, de ne pouvoir être seul»

(La Bruyère)

1. Il patto autobiografico

Sembra evidente, anche ad un esame non eccessivamente approfondito, come l’evidenza e la suggestione autobiografica abbia affascinato un certo numero di critici letterari italiani desiderosi di trasformare il loro approccio (finora avvenuto dall’esterno) agli autori che hanno studiato in una proposta di lettura che passa attraverso la loro dimensione più intima e più personale.

Sembrerebbe dimostrarlo una serie di libri (nella maggior parte piuttosto smilzi e umili anche nella veste grafica) i cui autori si fanno forza delle loro esperienze di lettura in età giovanile per avanzare ipotesi più o meno catastrofistiche sul destino della poesia e della critica letteraria.

Continua a leggere

Vivalascuola. Insegnare letteratura

Il 5% della popolazione adulta in età di lavoro (16-65 anni) versa in una condizione di totale analfabetismo, il 33% è da definirsi semianalfabeta, un ulteriore 33% è a rischio di ripiombare in tale condizione, solo un po’ meno del 20% mostra di possedere ‘gli strumenti minimi indispensabili per orientarsi in una società contemporanea’. L’analfabetismo è funzionale al controllo delle masse.

Programmare al triennio superiore con Todorov
di Lucia Olini

“Quando mi chiedo perché amo la letteratura, mi viene spontaneo rispondere: perché mi aiuta a vivere… la letteratura amplia il nostro universo, ci stimola a immaginare altri modi di concepirlo Continua a leggere