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Wislawa Szymborska

 

a cura di Giorgio Stella

Perché mai a tal punto singolare?
Questa e non quella? E qui che ci sto a fare?
Di martedì? In una casa e non nel nido?
Pelle e non squame? Non foglia, ma viso?
Perché di persona una volta soltanto?
E sulla terra? Con una stella accanto?
Dopo tante ere di non presenza?
Per tutti i tempi e per tutti gli ioni?
Per i vibrioni e le costellazioni?
E proprio adesso? Fino all’essenza?
Sola da me con me? Perché, mi chiedo,
non a lato né a miglia di distanza,
non ieri, né cent’anni addietro, siedo
e guardo un angolo buio della stanza –
come, rizzato il capo, sta a guardare
la cosa ringhiante che chiamano cane?

Prima la poesia ne “La domanda della sete” di Chandra Livia Candiani

Propongo una mia lettura del nuovo libro di Chandra Livia Candiani, La domanda della sete (Einaudi 2020). Il testo è stato pubblicato in forma leggermente ridotta sul n. 321 di Gennaio-Febbraio 2021, da oggi in libreria, della rivista l’immaginazione (Manni editori), che ringrazio per averne concesso la riproduzione.

Prima la poesia ne La domanda della sete di Chandra Livia Candiani
di Giorgio Morale

Ne la La domanda della sete (Einaudi, settembre 2020) i lettori de La bambina pugile (Einaudi 2014) e di Fatti vivo (Einaudi 2017) troveranno le poesie scritte dal 2016 al 2020 da Chandra Livia Candiani e la conferma di una voce, un mondo, una proposta che hanno reso Chandra Candiani una delle presenze più amate della poesia di questi anni. Presenza che è cresciuta al riparo da esibizionismi e spettacolarità, fino a costituire uno dei casi di questi anni nel campo dell’editoria di poesia. Continua a leggere

Wislawa Szymborska. Discorso tenuto in occasione del conferimento del Premio Nobel

In un discorso, pare, la prima frase è sempre la più difficile. E dunque l’ho già alle mie spalle… Ma sento che anche le frasi successive saranno difficili, la terza, la sesta, la decima, fino all’ultima, perché devo parlare della poesia. Su questo argomento mi sono pronunciata di rado, quasi mai. E sempre accompagnata dalla convinzione di non farlo nel migliore dei modi. Per questo il mio discorso non sarà troppo lungo. Ogni imperfezione è più facile da sopportare se la si serve a piccole dosi.
Il poeta odierno è scettico e diffidente anche – e forse soprattutto – nei confronti di se stesso. Malvolentieri dichiara in pubblico di essere poeta – quasi se ne vergognasse un po’. Ma nella nostra epoca chiassosa è molto più facile ammettere i propri difetti, se si presentano bene, e molto più difficile le proprie qualità, perché sono più nascoste, e noi stessi non ne siamo convinti fino in fondo… Continua a leggere

Arrivederci, Wislawa

La stazione

Il mio non arrivo nella città di N.
è avvenuto puntualmente.

Eri stato avvertito
con una lettera non spedita.

Hai fatto in tempo a non venire
all’ora prevista.

Il treno è arrivato sul terzo binario.
E’ scesa molta gente.

L’assenza della mia persona
si avviava verso l’uscita tra la folla.

Alcune donne mi hanno sostituito
frettolosamente
in quella fretta.

A una è corso incontro
qualcuno che non conoscevo,
ma lei lo ha riconosciuto
immediatamente.

Si sono scambiati
un bacio non nostro,
intanto si è perduta
una valigia non mia.

La stazione della città di N.
ha superato bene la prova
di esistenza oggettiva.

L’insieme restava al suo posto.
I particolari si muovevano
sui binari designati.

E’ avvenuto perfino
l’incontro fissato.

Fuori dalla portata
della nostra presenza.

Nel paradiso perduto
della probabilità.

Altrove.
Altrove.
Come risuona questa parolina.

Gli Idioti

di Nadia Agustoni

Amare i libri e amare un libro. Questa storia potrebbe iniziare così. Incomincia però negli anni Ottanta quando era difficile vivere in provincia con grandi ideali e con poche prospettive. In parte mi salvò la ricerca interiore a base di letture, camminate in collina, amicizie lontane. Dimenticavo: c’era anche la bicicletta. Dalle mie parti, nei paesi intorno a Bergamo, ci sono state subito ragazze nel ciclismo agonistico. Uno dei miei fratelli seguì da tifoso un giro d’Italia femminile a cui partecipava la figlia di un suo amico. Mi teneva aggiornata. La bicicletta era evasione. Non sognavo gare. Sognavo però delle storie.

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