Dopo il successo del “Il diciottesimo vampiro”, Claudio Vergnani torna in libreria con un nuovo volume pubblicato ancora una volta da Gargoyle. Il titolo è “Il trentaseiesimo giusto”
Vergnani fa muovere questi suoi particolari vampiri (che nulla hanno a che fare con gli odierni “personaggi twilightiani”) tra le maglie di un romanzo piuttosto corposo. Sono esseri fastidiosi, letali, di cui è necessario sbarazzarsi in tutti i modi… ma che, di conseguenza, da cacciatori diventano cacciati.
Mostri e vittime, al tempo stesso.
“Pensavamo di aver smesso di uccidere i vampiri, ma abbiamo ricominciato a farlo. Ora che è accaduto quel che è accaduto, è quasi un mestiere.
Non devi più nasconderti per cacciarli.
Sono reietti, emarginati, abbandonati dai loro stessi Maestri.
Le retrovie di un esercito allo sbando.
Non c’e’ posto per loro. Ma nemmeno per noi. E la loro presenza giustifica in qualche modo la nostra.
La loro mancanza di un futuro si intreccia con la consapevolezza della nostra quotidianità di speranza, e le loro azioni prive di un fine si sovrappongono al nostro gesticolare che e’ ormai soltanto uno stanco, sfiduciato reagire senz’anima.
Loro e noi.
I vampiri e i cacciatori.
Una battaglia senza onore né gloria tra disperati, dove in mezzo stanno le prede innocenti. E forse c’è più colpa in noi, che possiamo scegliere, che in loro, schiavi di una sete che non possono spegnere.
Loro sono assassini nati, noi l’estrema difesa, sempre sull’orlo dello sfascio. Ma in qualche modo ambiguo e discorde, nell’inconsapevolezza innocente dei semplici, siamo anche il fioco brillare di una speranza di un imprevedibile, brevissimo, insperato momento di giustizia”.
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L’alba dell’uomo nuovo (tre quadri)
L’ALBA DELL’UOMO NUOVO (TRE QUADRI)
Di Saverio Fattori
Chiusi la porta, bevvi un litro d’acqua e cloruro di magnesio a forte rilascio lassativo, il mio organismo doveva essere purificato. Scrissi due cartelle molto fitte, tutto nel mio cervello si intersecava alla perfezione, la mia calotta cranica era arredata come un sushi bar, linee nette, molta luce, di colpo tutto fu chiaro. Scrissi di cucina tradizionale e pulizia etnica, rodei di toro meccanico e messe sataniche, pallavolo extreme-fetish-lesbo e animali domestici crocefissi. Scrissi di pesca sportiva e scuole di ballo. Tenni il tutto a mollo per qualche ora nell’acqua termale di una teoria apocalittica elaborata da un gruppo di ricercatori dell’est Europa. Quattro studiosi perfidi e malinconici, quattro gemelli che vissero in una dacia bulgara dal 1956. Continua a leggere

