(Testi di Carlos Vitale, tradotti dallo spagnolo da Marino Magliani)
I
Nozioni di realtà
Occorrono troppe vite per farne una.
Eugenio Montale
Il cacciatore si apposta
Misura tempo e distanza
Il bersaglio succede alla morte
ed è la morte
Il cacciatore si apposta
Il cacciatore è la sua preda
II
Immagini
Chi parla (nel racconto)
non è chi scrive (nella vita)
e chi scrive non è chi è.
Roland Barthes
1
Gli occhi del delirio
amano la propria realtà
Io amo la mia
Nessuna sostiene il mio passo incerto
Cuore disabitato
l’angolo modella la visione dell’oggetto
Voce monotona
Riflessi di riflessi mi accompagnano
Già non esiste luogo che ospiti tanto lutto
2
Attraverso una finestra in movimento
ci sono due occhi che rubano la mia presenza
A chi apparterrà questa immagine,
all’occhio che guarda ciò che vede
o al corpo che crede di non essere guardato?
Da quale luce
da quale genere di luce
sarò stato illuminato doppiamente
per non essere
per essere
soltanto
questa creazione del corpo e lo sguardo
che distruggono così
il proprio limite?
3
Palpebre
Sogno palpebre
Per popolare la luce sogno palpebre
Sogno
Anche di chiarori si alzano muri
Palpebre
Solo nella notte
Solamente nella notte vedo
Tutto lo splendore annunciano tutta la morte
Palpebre
La paura della percezione è una crudele misura
III
Corpo presente
Ricorda, corpo.
Kavafis
1
Una donna piangeva nella bambagia
città da sogno città tremante
aria chiedendo aria di andare
il tatto afferma molto sdegno
anche se la vista lo nega dimezzata storia
finzione e numero chimica o sole
una donna sparisce tra gli specchi
2
Un uomo dorme sulla sua gamba morta
pelle di legno per fondare un regno
base miscredente del suo proprio impulso
quale sentiero seguire quale tragitto
un piede e un altro piede si disconoscono
qualcuno chiude un occhio per vedere il doppio
un uomo si ferma a guardare ciò che non esiste
Carlos Vitale è nato a Buenos Aires nel 1953. Laureato in Filologia Ispanica e Filologia italiana. Tra i suoi libri, Unidad de lugar (2004), Fuera de casa (2004) e Descortesía del suicida (2008).
Ha tradotto numerose opere di poeti italiani e catalani: Dino Campana (Premio di traduzione Ultimo Novecento, 1986), Eugenio Montale (Premio di traduzione
Ángel Crespo, 2006), Giuseppe Ungaretti, Gerardo Vacana, Sergio Corazzini (Premio di traduzione del Ministero italiano Affari Esteri, 2003), Amerigo Iannacone, Umberto Saba (Premio di traduzione Val di Comino, 2004), Giuseppe Napolitano, Sandro Penna, Emilio Paolo Taormina, Antoni Clapés, Joan Brossa, e altri.
Risiede a Barcellona dal 1981.
