Archivi categoria: Renata Morresi

Per il giorno della memoria, e per gli altri

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Il libro di Yolek

– Anthony Hecht

 

Wir haben ein Gesetz,

und nach dem Gesetz soll er sterben.

 

Abbiamo una legge,

e secondo quella legge lui deve morire.

 

 

Il carbone inumidito fuma e fischia dopo il pasto

di trota alla griglia e tu contento t’incammini per la passeggiata

lungo il sentiero di felci. Non importa dove andrai a finire,

solo che ti trovi mondi e settimane lontano da casa,

e in mezzo a colline d’estate hai voluto il tuo campo

in quella gloria di bronzo profondo al finire del giorno.

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Poesia in forma di persona #1 : Socialità, di Lina Salvi (e una recensione)

 

*

Per il carnevale di quell’anno

nonostante il mio disappunto

mi calarono addosso un abito

di carta crespa. Quale maschera

più desiderata? Dame agghindate

fate con bacchette magiche

cavalieri idioti o poco valorosi?

La strega, la strega, si brucia

la strega! Invocavo il fuoco rosso

orgoglioso; le ceneri cangianti

dei nostri involucri grotteschi

ché volassero fino al cielo.

Nella notte con la mente delirante

mi rannicchiavo nell’angolo

in fondo alla stanza.

Quali fossero le ragioni

per le quali, di volta in volta, il fuoco

esorcizzante dominasse la piazza, altri

ben più informati ne hanno parlato –

dell’amore per il superfluo

Lasciato all’impeto delle fiamme.

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Il parlar franco

* *

talia prima
appiccappicca
na testa i
paroli stu
niuru fallu
furriari
ccà lingua
sutta a ucca
vida ca ti sona
vida ca passia

guarda prima / a poco a poco / in testa le /

parole questo / nero fallo / girare / con la lingua /

sotto la bocca /vedrai che ti suona / vedrai che passeggia

Salvo Basso

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è uscito
IL PARLAR FRANCO
n. 8/9 anno VIII/IX – 2008/2009
Rivista di cultura dialettale e critica letteraria.
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Lara Lucaccioni, E i seni azzurri

 figura de convite varejao

 

Si stringe la schiera delle domande
che non ti faccio che muoiono dentro
non sapere è la risposta più adatta
per sopravviverci e trasfigurare

Solo la meraviglia ci consola
della sospensione cieca di noi
lo stare di un respiro solo nostro
la mano che mi sfiora e si ritrae

me ne resto discreta a sorvegliarti
gli occhi a proteggerti senza pregare
tra la terra che pesa e ci sprofonda

noi galleggiamo lo stesso nell’aria
vinciamo i sorteggi col tempo ingordo
superstiti che contano le ore.

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Ivan Crico, Premio Biagio Marin 2009

rothko yellow red blue

Uiàrs el mar

(Verso il mare)

Dopo se tirèua sù riènt la muràja
de la zità in tòl gniènt liziér de l’aria
tiènera de maj – l’arzent atòr dei aulìu
impizà – e com chèla pièra inzalida
ficiàda in tòl mur chèlis tòue
paràulis de drènto mai fauelàdis.
Se zièua uiàrs el mar. Clar el claméua
de lontam, im fond del troz blank,
la nauàda luèngia dei àrboi im flor.
L’àga duta la impegnèua chèl tièmp.
(poesia in tergestino) Continua a leggere→