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Nicola Gardini

a cura di Giorgio Stella

La settimana

Cominciava una settimana senza
giorni, senza sette e senza nomi
planetari, continua come una strada
che continua oltre la domenica e non

arriva mai a una domenica o a un cielo.
E neanche quel verbo imperfetto, cominciava,
è giusto se solo la si immagina finita
la settimana degli uomini, finalmente finita

per sempre mentre ieri mi dicevo “Ieri….
no, ieri l’altro…”. Quand’era domenica?
Ecco che mi confondo, perché non c’è

settimana mai in fondo e solo perché
ho pensato a qualcosa che non ricordo
non si ferma a domani la mia vita.

Lirico Terapia. Nicola Gardini

Rosa

nvento una rosa.
Per questo basta la sera.
Dov’è sennò il colore?
Dirai: “La scala, oppure

il giardino al buio”.
E io ci metto la rete,
il marmo, il freddo.
Ed era, comunque, il rosa

là dove si ferma
solamente un altro
al mio posto, come
un altro stasera.

La verità è che il vero
si distingue dal senso,
in quel chiarore, per
esempio, vedevo che

non penso tutto
con la mente, che
forse tornavo. Infatti,
quel rosa, che non era,

oh, come splendeva,
non era in cielo né in me,
non era proprio niente,
vedevo il pensiero.

Poesia in forma di persona #1 : Socialità, di Lina Salvi (e una recensione)

 

*

Per il carnevale di quell’anno

nonostante il mio disappunto

mi calarono addosso un abito

di carta crespa. Quale maschera

più desiderata? Dame agghindate

fate con bacchette magiche

cavalieri idioti o poco valorosi?

La strega, la strega, si brucia

la strega! Invocavo il fuoco rosso

orgoglioso; le ceneri cangianti

dei nostri involucri grotteschi

ché volassero fino al cielo.

Nella notte con la mente delirante

mi rannicchiavo nell’angolo

in fondo alla stanza.

Quali fossero le ragioni

per le quali, di volta in volta, il fuoco

esorcizzante dominasse la piazza, altri

ben più informati ne hanno parlato –

dell’amore per il superfluo

Lasciato all’impeto delle fiamme.

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