
Ho sempre pensato che la poesia in me sia nata per caso, anche se man mano che la scrivo mi rendo conto di cercare di portare alle luce reperti già esistenti, sedimentati da tempo. In ciò mi conforta il pensiero di Giuseppe Ungaretti, il quale, in un’intervista Rai del 1961 si limitò a spiegare come fosse nata la sua poesia per il pubblico, ma non per lui; alimentando il suo mistero insondabile, pur sempre insostituibile ed affascinante.
La città al centro per me fu Milano e alcuni ambienti letterari. Il dialogo e l’ascolto di altri poeti di provata esperienza è stato fondamentale, non per avere un “posto” da qualche parte, ma per capire i limiti della mia scrittura. Continua a leggere

