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Abisso

Gesù tiene molto al fatto che noi lo pensiamo. Siamo lontani dal comprenderlo: riteniamo che un Dio sia superiore a queste cose. È il modo migliore per perdersi una possibilità di relazione, per convincersi che tra il Cristo e l’uomo c’è un abisso invalicabile.

Tener conto

Offrire a Gesù il momento presente, con semplicità: è la chiave per agire in sintonia con Lui, con noi stessi e con gli altri. I Padri della Chiesa invitavano a tener conto dello Spirito Santo: amare, in effetti, è proprio questo.

Stare

L’amore è stare, sempre, anche lontani, anche impegnati in lavori faticosi. La preghiera del cuore è un esserci eterno, una strada che congiunge, anche quando la partenza e l’arrivo, l’io e il tu, sembrano luoghi irraggiungibili.

Dentro

 

Cosa diamo agli altri? Quello che abbiamo. Per questo è importante ciò che si accoglie e si coltiva dentro. Se questo è grazia, saremo grazia per gli altri, non torneremo a casa senza aver fatto qualcuno un po’ più ricco.

Immaginazione

Ci sono spesso scrupoli per l’immaginazione: le confessioni abbondano di sensi di colpa per ciò che ci passa per la testa. I Padri del deserto consigliavano di vedere questo come il vento che soffia e se ne va. Bisogna fare come se non fosse mai passato.

Manica

Manica larga e manica stretta: la prima è per noi, la seconda è per gli altri. Gesù ci invita a capovolgere il criterio: solo così il tu comincia a emergere, portandosi appresso il paradiso.

Come si è

Entrare in confidenza con Gesù, lasciar cadere le barriere mentali che lo rendono distante, straniero: è un esercizio quotidiano che diventa ogni giorno più spontaneo, naturale. In paradiso non ci sono formalismi: si è come si è.