Di Giovanni Agnoloni
Stephan era un ragazzino vivace. Parlava sempre, e giocare nell’intervallo era il suo divertimento preferito. La scuola sorgeva in un quartiere decentrato di Nizza: una bella zona, piena di piazze e giardini. I muri dell’edificio erano bianchi, e il cortile gli sembrava immenso. Lui rideva, rincorreva i compagni e scappava quando era il suo turno. Continua a leggere
