

Qualche pensiero su poiesis, funerali e le quattro vite della parola poetica.
Scrivo poesie da oltre quarant’anni. A metà circa di quest’arco temporale, diciamo nel mezzogiorno del mio arco di vita poetica, l’avvento della rete, di Internet, delle riviste online e, più tardi, verso l’ora dei vespri, dei social e il proliferare di blog ha creato l’illusione che il processo poietico fosse anch’esso cambiato nel tempo. Al risuonare caotico di un ipotetico posto ergo sum la vita della parola poetica pare doversi confrontare con nuovi aliti, venti e bufere.
Ma sarà (stato) davvero così nel mio incontro con la parola? Provo a raccogliere idee e osservazioni che mi accompagnano da alcuni anni. Continua a leggere


