A una definizione ontologica della poesia, che la stabilisce in essenza, platonicamente, una volta per tutte, preferisco una prospettiva intersoggettiva e pratica. Intersoggettiva: la poesia, la scrittura, esiste all’interno di un sistema di relazioni; i suoi codici, la sua tecnica, la sua pregnanza sono continuamente esposti e ridiscussi. Pratica: mi sento più a mio agio in una dimensione che non postula rigidamente le proprie possibilità e che cerca invece di scoprirsi mentre si fa, che agisce contro-intuitivamente e in una zona di interazione (anche conflitto) tra un progetto a priori (che è, o cerca di essere, anche intellettuale) e un’esplorazione in fieri, aperta. Continua a leggere
La parola ai poeti. Antonio Francesco Perozzi
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