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La parola ai poeti. Carla Saracino

Credo nella poesia come forma di imminenza ed esperienza di attesa. Uno dei suoi contatti, dei  più duraturi accordi, è con l’infanzia, che rende visibili i sensi e offre spessore alle apparizioni,  conferendo loro memoria di realtà. Alla prima parte della vita dobbiamo molto, perché in quel  precipuo tempo il linguaggio, con i suoi molteplici aspetti e funzioni, non ha ancora compromesso  l’integrità delle visioni, le quali sono pura vigilia sulla lancetta di ogni potenzialità. Nella vita adulta  questo stato di trepidazione va sfumando, il quotidiano s’insinua coi suoi continui assalti eppure  qualcosa di allora resta: nel guardare, nell’andare in fondo, nel non disattendere sé stessi. In quel rimanente, in quelle preziose macerie, va raffinandosi la vita. È da lì che ha inizio ogni  compimento.   Continua a leggere

LA CORONA DEI GIORNI SPLENDIDI. Piccola scelta di poeti lucani dal Risorgimento al 1970

di Carla Saracino

Ai poeti della Basilicata s’addice l’estate.
Conforme a ogni loro verso è il crepaccio assolato che morde la roccia nei giorni splendidi della calura.
Ai poeti della Basilicata spetta un solo calendario: vi è iscritto il tempo di una liturgia inconfessabile che solo la natura detta nei suoi antri meravigliosi e nascosti. Continua a leggere

Qualcosa di inabitato

Stelvio di Spigno, Carla Saracino

Il treno per Sezze

Nella teoria del verde dopo il verde,
arriva questo treno che batte ogni paese:
Sezze, Fondi, Itri. Campi, bestiame, cimiteri.

Si riavvicina pericolosamente
al golfo di Gaeta che ci attende inutilmente:
cose e persone che sono ormai ricordi
s’infrangono nel sole, e ogni inizio è una fine,
questo dicono i tempi, bagagli alla mano. Orologio mortale. Continua a leggere

Essere tra le lingue #5: Assunta Finiguerra

di Manuel Cohen

All’indomani della sua scomparsa, due libri postumi tributano il dovuto omaggio ad Assunta Finiguerra (1946-2009), poeta guerriera e ‘zappatora’ (si deve la definizione ad una tesi di laurea sulla sua opera stilata da Alessia Santamaria), con Franca Grisoni ed Ida Vallerugo, una delle più autentiche ed irriducibili voci contemporanee. LietoColle accorpa due lavori editi, aggiungendo la sezione eponima di inediti, che è coeva ed adiacente, per motivi e tratto di stile, alla raccolta organica curata da Guido Oldani per Mursia. Si tratta dei versi ultimi e terminali dell’autrice, scritti durante la sua malattia devastante, e trafitti da una luce di allucinata verità di destino. Continua a leggere