Archivi tag: China

Elio Grasso su “China”

Alla vigilia della cerimonia di premiazione del Premio Nazionale di Poesia “Astrolabio 2010“, che si svolgerà sabato 16 aprile 2011 alle ore 17.00 presso l’Aula Magna Storica della Sapienza di Pisa (via Curtatone e Montanara), premio assegnato quest’anno a China di Maria Pia Quintavalla (Effigie edizioni, pp. 120, euro 14,00), siamo lieti di presentare una recensione di Elio Grasso dell’opera.

Il poema che finisce sulla pagina
di Elio Grasso

China è il poema che finisce sulla pagina, nella nostra realtà dopo aver viaggiato in mezzo a molte delle poesie che in questi anni Maria Pia Quintavalla ha lasciato in altri libri. China è la madre irriverente che torna dopo la morte, come a dire che insomma tutto quel fervore filiale non le ha impedito di venire tolta dal mondo. Continua a leggere

“China” a Milano

Sta venendo un tempo, te ne uscivi improvvisa,
spalancando vetri e silenzio,
sullo stupefatto giardino di San Paolo.
Indicavi il nord, viene da Milano e porta pioggia.
Annuivo, seguendo il tuo profilo sporgersi additare
dove il fischio dei treni aumentava

tu restavi calma,
ne eseguivi imperterrita l’ascolto
di vicende del tempo di stagioni, latrice
di messaggi, giudizi antichi.

(Maria Pia Quintavalla, China)

Venerdì 14 gennaio alle ore 18.00 presso la Libreria Feltrinelli, via Manzoni, 12, Milano, tel. 02.76000386, incontro con Maria Pia Quintavalla, autrice di China (Effigie Editore).

Intervengono Gabriella D’Ina, Paolo Giovannetti, Itala Vivan. Continua a leggere

Maria Pia Quintavalla. China

Di Nadia Agustoni

Parlando della propria opera Elsa Morante più volte accennò all’importanza di Menzogna e sortilegio, libro della costruzione del mito famigliare e non mancano nella nostra letteratura narrazioni ispirate a genealogie parentali, basti ricordare Natalia Ginzburg e a noi più vicina nel tempo Clara Sereni. China, Edizioni Effigie 2010, romanzo in versi di Maria Pia Quintavalla e ritorno alle madre e al suo mondo, si colloca in questo solco. La narrazione in versi nulla toglie in chiarezza al racconto (sei parti con un prologo), ma evidenzia ancora di più quel bordo di incertezza e assoluto dolore su cui certe vite si muovono. (1)
La morte e la vita, quest’ultima con le parole della tenerezza e con la dimensione della speranza, aprono Ospedale: “ Era questa una zona del tempo/ dove ruspe per l’aria, e macerie/ cadevano per terra come stelle fitte,/ pezzi di realtà volavano cedevano/ senza dolore: mia madre era morta […]”; Continua a leggere