Se i piani temporali intersecano e sovrappongono nella narrazione diacronia e sincronia, può avvenire che una raccolta di poesie, composte in momenti diversi, si possa anche presentare come (e, di fatto, propriamente sia) un libro, coerente dal prologo all’epilogo, di un unico racconto poetico. E proprio con questa ambivalenza compositiva, si presenta l’ultima prova di Cristiano Poletti, bergamasco di Treviglio, proposta da Marcos y Marcos col titolo Un altro che ti scrive, che è quasi una dichiarazione di poetica. (…)
Quest’«altro che ti scrive» è pure una figura ambivalente, formata dall’intreccio di diverse possibilità: è il padre perduto, è l’interlocutore interiore del poeta, è un autore amato con cui egli si confronta, è un amico di avventura poetico-esistenziale, è il lettore… è, insomma, chiunque, reale o immaginario che sia, concorra a cercare le domande (non le risposte) che Cristiano formula e riformula, nella chiarezza adamantina (cioè luminosa e preziosa) del suo verso e nel nitore delle sue scelte metrico-musicali, per interrogare i tempi della vita e della storia, del viaggio e della sosta, del pensare e del sentire, del capire e dell’amare: per scoprire che «Ciò che è nascosto parla di noi. / Ciò che è sepolto parla con noi» e per «portarlo tutto nel corpo del testo». (…)
(“In un taglio strepitoso di luce”, di Gabrio Vitali, comparso su Ytali.com in data 27 giugno 2024)
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