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Primi passi del fascismo nel dopoguerra

di Antonio Sparzani

A partire dalla tenera età di 3 anni (aprile 1945) e fino alla laurea (1964) ho abitato a Desenzano del Garda, ridente cittadina – così si dice nelle migliori occasioni – sul fondo dell’assai frequentato in estate, soprattutto dalla gioventù tedesca, Gardasee. Era il primo dopoguerra, tempi non facili, poco da mangiare, difficoltà di vario genere, stanze da letto non riscaldate, i miei facevano “i conti” tutte le sere appena dopocena, ma cercavano di non far mancare niente al piccolo di casa, che prima dei pasti sempre prendeva l’Amaro Medicinale Giuliani, per crescere bene e forte. La mia famiglia, prima della guerra aveva senz’altro aderito a quel regime ventennale che tutti sappiamo; soprattutto mio padre, che aveva un buon posto nell’allora esistente Ministero delle Corporazioni – ministero bellamente abolito dopo la guerra, lasciando mio padre del tutto all’asciutto e senza più un lavoro possibile. Continua a leggere

Il Capitano Mario (XXXII)

di
Maria Frasson

(puntate precedenti: I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII, IX, X, XI, XII, XIII, XIV, XV, XVI, XVII, XVIII, XIX, XX, XXI, XXII, XXIII, XXIV, XXV, XXVI, XXVII, XXVIII, XXIX, XXX, XXXI)


SPLENDE IL SOLE SULLE CIME
MENTRE SI FA PRESTO BUIA OGNI VALLE



Libertà, com’era bello il tuo volto!

Dopo il 25 aprile restammo a Scaldasole fino all’autunno, alla riapertura delle scuole. Intanto nella sede provvisoria di Sannazzaro si lavorò tutti, professori e alunni con una gran buona volontà fino alla conclusione degli esami che andarono splendidamente. Io avevo avuto dal Provveditore di Milano la nomina di commissaria straordinaria d’esami che mi fece sentire molto importante e, alla fine, spedita la mia brava relazione superfirmata da tutti i colleghi, mi sembrò anche di essere diventata molto ricca per quella indennità che, senza averla chiesta, mi fu elargita oltre il mio normale stipendio.
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