
Matera
Come d’estate il verde oro rigoglioso
dei campi assolati viene attaccato
da strali di polvere e la ruggine abrasa
offende la malva cresciuta in geografie sfavorevoli Continua a leggere

Matera
Come d’estate il verde oro rigoglioso
dei campi assolati viene attaccato
da strali di polvere e la ruggine abrasa
offende la malva cresciuta in geografie sfavorevoli Continua a leggere
OLTREVERSO (Il latte sulla porta)
Doris Emilia BRAGAGNINI
Edizioni ZONA CONTEMPORANEA (2012)
*
Prefazione di Augusto Benemeglio
1. La Pantera
Non leggete Oltreverso (il latte sulla porta) di Doris Emilia Bragagnini se non amate l’enigma, il rischio, il labirinto, i voli alla Icaro e le cadute, terribili, dello spirito, la vibrazione dei cieli più bassi; non lo leggete se non amate i viaggi, gli smarrimenti dell’io (“attraverso i versi mi cerco, cerco di trovare tracce di me”) e il mare, che è innanzitutto uno stato d’animo, un’inclinazione emotiva, una vocazione congenita alla propria natura. Continua a leggere
In tempi di oblio, di disconoscimento e di distrazione (come del resto in qualunque tempo), ricordare, bene, è un atto di responsabilità e di amore; tanto più le cose buone, che si danno sempre per scontate, compiute da chi è in vita e da chi ha ormai concluso la sua esistenza, come in questo caso. Le parole che ricordano si fanno foglie, calda coperta su l’uomo che non è più. Ricordare è un po’ trattenere la morte, sfidarla, contendere un corpo, un’anima e il suo vissuto per serbarli e trasmetterli fino alla dispersione della voce, di generazione in generazione. Qui, l’uomo che si vuole ricordare, don Tonino Bello, che molto ha fatto, detto e scritto, lo si è voluto appunto coprire con calde foglie; queste belle poesie (scritte da 21 poeti da tutta Italia ispirandosi a La carezza di Dio – Lettera a Giuseppe -Edizioni La Meridiana, Molfetta, 1997 -, testo in cui don Tonino immagina di dialogare con Giuseppe mentre lavora nella sua bottega) sono appunto foglie cadute lente su un uomo speciale, per una coperta che scaldi la memoria ma senza “coprirlo”; un omaggio, dunque, l’amorevole ostensione d’una esistenza esemplare. gn