
Vincenzo MASTROPIRRO
Se mi conosci…
Fara Editore 2024
*
Nessuno abbraccia più nessuno
i padri non abbracciano i figli
i figli non abbracciano i padri. Continua a leggere

Vincenzo MASTROPIRRO
Se mi conosci…
Fara Editore 2024
*
Nessuno abbraccia più nessuno
i padri non abbracciano i figli
i figli non abbracciano i padri. Continua a leggere
Volker Braun, Passione coloniale, traduzione di Sara Paolini, Del Vecchio Editore
Prologo
In principio Iddio creò cielo e terra
E la Terra era informe e vuota
E sullo spazio dell’abisso era il buio.
(Josef Haydn. La creazione, Nr. 1)
Ma essi giunsero da lontano
Per via naturale alle isole: sull’acqua,
Con lunghe barche.
E videro che era cosa buona.
In tempi di oblio, di disconoscimento e di distrazione (come del resto in qualunque tempo), ricordare, bene, è un atto di responsabilità e di amore; tanto più le cose buone, che si danno sempre per scontate, compiute da chi è in vita e da chi ha ormai concluso la sua esistenza, come in questo caso. Le parole che ricordano si fanno foglie, calda coperta su l’uomo che non è più. Ricordare è un po’ trattenere la morte, sfidarla, contendere un corpo, un’anima e il suo vissuto per serbarli e trasmetterli fino alla dispersione della voce, di generazione in generazione. Qui, l’uomo che si vuole ricordare, don Tonino Bello, che molto ha fatto, detto e scritto, lo si è voluto appunto coprire con calde foglie; queste belle poesie (scritte da 21 poeti da tutta Italia ispirandosi a La carezza di Dio – Lettera a Giuseppe -Edizioni La Meridiana, Molfetta, 1997 -, testo in cui don Tonino immagina di dialogare con Giuseppe mentre lavora nella sua bottega) sono appunto foglie cadute lente su un uomo speciale, per una coperta che scaldi la memoria ma senza “coprirlo”; un omaggio, dunque, l’amorevole ostensione d’una esistenza esemplare. gn