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EDUCAZIONE SENTIMENTALE #10

Tutto cominciò il giorno in cui mio padre tornò a casa con I pirati della Malesia sottobraccio.
Il celebre romanzo di Salgari era in vendita dal suo giornalaio di fiducia e non aveva resistito alla tentazione di comprarmelo. È il primo, chiaro ricordo che ho di un regalo. Sulla prima pagina scrisse una dedica: A Matteo, con affetto, papà. D.O.C. dimenticandosi di aggiungere la data. Così ogni volta che lo riprendo tra le mani la mia ricerca del tempo perduto arranca tra dettagli chiarissimi ma di scarsa utilità (cosa intendeva poi con quel D.O.C?) quali l’emozione di possedere il mio primo libro ‘da adulto’ e le due righe iniziali “Mastro Bill, dove siamo?” “In piena Malesia, mio caro Kammamuri”, infine mia madre che mi chiama per andare a tavola, risvegliandomi da un viaggio che avrebbe continuato ad accompagnarmi negli anni a seguire. “Dov’eri finito?” mi chiese non appena entrai in cucina.
“In Malesia” risposi chinandomi con aria da furfante sul piatto.
Resta il mistero di quanti anni avessi.
L’unica memoria certa (la mia seconda, vividissima immagine) è la reazione che ebbe la maestra quando seppe cosa stavo leggendo. Disse che Continua a leggere

Educazione sentimentale # 3

di Riccardo Ferrazzi

Antonello Sparzani ha lanciato l’idea e Fabrizio Centofanti l’ha sponsorizzata: qual è il libro, o i libri, che sono stati per noi un primo amore? Più esattamente, qual è “quella cosa, libro, film, conversazione che ancora ricordiamo con intensità della nostra adolescenza e che crediamo abbia davvero contribuito a farci diventare quello che siamo oggi”? Continua a leggere

Educazione sentimentale # 1


(i redattori di La Poesia e lo Spirito hanno recentemente aderito alla proposta di descrivere in un post quella che potrebbe essere chiamata la loro educazione sentimentale, tipicamente un libro che li abbia molto colpiti e che abbia sensibilmente contribuito a formarli quali essi sono. Pubblico qui il primo contributo, dovuto al “nume tutelare” di questo splendido blog, Fabrizio Centofanti.
A. S.)

Mi è facile rispondere: i libri che mi hanno segnato sono soprattutto quelli di Calvino.

Detto così, sembra banale: letture scontate, logore perfino a scuola. Chi non si è mai sorbito Marcovaldo? Eppure, per me, è stato un incontro folgorante. Non ci crederete, ma quando morì, nel 1985, mi fecero le condoglianze.

Cosa mi piaceva di lui? Tutto, anche quei tratti che a molti sembrano la negazione della letteratura, chiamata a compromettersi, a perdersi, a rischiare fino a contraddirsi, per sondare il territorio infido e per certi versi inconoscibile che è l’altro. Continua a leggere