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ATLANTE DEGLI ABITI SMESSI – intervista a Elvira Seminara

di Massimo Maugeri

Atlante degli abiti smessiElvira Seminara, giornalista e pop artist, vive ad Aci Castello: una bella località sul litorale catanese. Ha pubblicato ottimi libri tradotti in diversi paesi. Tra gli altri segnalo: per Mondadori, L’indecenza (2008); per nottetempo Scusate la polvere (2011) e La penultima fine del mondo (2013). I primi due romanzi sono stati messi in scena nel 2014 e nel 2015 dal Teatro Stabile di Catania.
Per Einaudi ha pubblicato, di recente, il bellissimo Atlante degli abiti smessi: uno dei romanzi più originali pubblicati negli ultimi anni.

Elvira Seminara ha nel suo dna l’attitudine specialissima di riutilizzare in chiave artistica “cose” giù usate, che vengono dunque “ri-create”, “ri-generate”: caratteristica peculiare che trova riscontro anche nelle parole.

Ho avuto il piacere di incontrare Elvira per questa chiacchierata…

– Cara Elvira, partiamo dal titolo di questo nuovo romanzo che è molto suggestivo: “Atlante degli abiti smessi”. In che modo gli abiti che non si utilizzano più possono tracciare una sorta di mappa? E in che modo questa mappa può trasformarsi in narrazione? Continua a leggere

Coscienze assuefatte e narrazioni distopiche

di Massimo Maugeri

Mitridate VI, re del Ponto dal 111 a.c., è ricordato anche per un aneddoto particolare. Pare, infatti, che temesse di essere avvelenato a causa di una cospirazione. Per difendersi chiese al medico di corte di preparagli degli antidoti. Questi cominciò a somministrargli piccole dosi di un miscuglio di veleni. Il tentativo di immunizzazione fu così efficace che, quando (sconfitto da Pompeo Magno) Mitridate decise di togliersi la vita (dopo aver invano tentato il suicidio col veleno) fu costretto a chiedere di essere pugnalato.
Da qui nasce il termine “mitridatizzazione”, o “mitridatismo”: per indicare – appunto – un processo di assuefazione determinato da un procedimento simile a quello descritto.
Ora… immaginiamo di essere continuamente bombardati da notizie di morti, di violenze, di scandali, di truffe nel settore pubblico e in quello privato. Immaginiamo che certe dichiarazioni “assurde”, o frasi che nascondono biechi ideologismi, o mode discutibili vengano ripetute ogni giorno senza soluzione di continuità. Immaginiamo di essere oggetto di continue menzogne spacciate per verità. Qual è uno dei principali rischi di siffatta situazione? Che la nostra attenzione, la nostra sensibilità, il nostro senso critico vengano risucchiati nel gorgo dell’assuefazione, generando un processo di mitridatizzazione delle coscienze. Continua a leggere

L’INDECENZA di Elvira Seminara. Incontro con l’autrice

Ci sono romanzi che, girata l’ultima pagina, riescono a folgorare il lettore e a lasciarlo avvinghiato alla storia e ai personaggi anche dopo la conclusione della lettura. Il romanzo d’esordio di Elvira Seminara, docente di Storia e tecnica del giornalismo nella facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania, nonché redattrice del quotidiano “La Sicilia”, è uno di questi. Un romanzo pregevole, che ben figurerebbe tra quelli finalisti nei principali premi letterari nazionali. Il titolo è “L’indecenza”, edito da Mondadori (pag. 181, € 17).
Una coppia siciliana che abita in una bellissima villa, circondata da un rigoglioso giardino, è in crisi per via di un trauma difficile da superare: un aborto spontaneo. Lei, la moglie, che è la voce narrante, è in preda a una serpeggiante forma di esaurimento nervoso. Ma l’arrivo in famiglia di una nuova colf, la bella e giovane ucraina Ludmila, pare disegnare nuovi equilibri all’interno del ristretto nucleo familiare. Ma è solo apparenza. La storia, bellissima e terribile, si dipana sul gioco di sottili meccanismi psicologici, in un’ambientazione perfettamente elaborata dalla scrittura avvolgente e ipnotica della Seminara. Un racconto quasi circolare che trae origine da una vita mai nata e si conclude con una vita che muore, tenendo il lettore incollato al testo dalla prima all’ultima pagina.

Elvira Seminara, chi è Ludmila?
Ludmila, forse, é l’Altro da noi. Il perturbante. La seduzione e la paura. Ma è anche lo straniero che accogliamo in casa bisognosi e diffidenti, cui deleghiamo l’enorme responsabilità dei nostri affetti, la cura dei bimbi e degli anziani. Continua a leggere