Da “La pena uguale” di Alessandro Franci
*
Non è l’avvenimento che ha un senso; è il giudizio che se ne dà. La differenza è quasi esclusivamente l’aspetto narrativo; cioè il valore è nel racconto non nell’avvenimento.
*
Non si ottiene quanto vorremmo perché scoraggia il percorso per arrivarci. Il conseguimento degli obiettivi, infatti, non sarebbe irrealizzabile; il difficile è rinunciare ad essere ciò che siamo e convertirsi all’idea di come dovremmo essere.
Rimane il racconto di un viaggio amaro, somigliante alla realizzazione di qualcosa che, nel suo svolgersi, è di per sé una condizione. Con l’immane fatica sostenuta senza essere pervenuti allo scopo si nobilitata una rovina, tanto che diventa soddisfacente il fallimento al punto di descriverlo come la riuscita. Il dolersi della propria avversa sorte si trasforma, poi, in un obiettivo accidentale quanto vago.
Continua a leggere


