di Mauro Baldrati
(da Nazione Indiana)
“I librai prenotano pochissime copie dei libri di narrativa. Non si fidano. Sanno, o qualcuno ha detto loro, che venderanno solo un piccolissimo numero di romanzi italiani, e solo di alcuni autori” scriveva Enrico Piscitelli su Alfabeta 2.
Qualcuno ha detto loro.
Ma non solo ai librai. Quel “qualcuno” è per esempio il distributore, che valuta un autore unicamente dalla pesatura di mercato, senza avere necessariamente letto un solo rigo della sua opera. Anche ai piccoli editori capita di sottoporre un progetto editoriale al loro distributore, per sentirsi rispondere che è destinato al fallimento perché il tale autore “non vende”. Così un’opera che potrebbe essere stata generata da una rispettabile macchina di produzione di immaginario non vedrà la luce perché l’addetto al mercato decide che non possiede una serie di requisiti essenziali per renderla competitiva. Di cosa parli, con quale stile, di quale sfida letteraria sia portatrice non è importante. I requisiti richiesti sono altri. Continua a leggere


