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Isabella Bignozzi su Stefania Bortoli

Recensione di Isabella Bignozzi in L’ASTERO ROSSO

“Corpo _ Spazio _ Parola” di Stefania Bortoli

Arcipelago itaca Edizioni 2025

collana Mari Interni diretta da Danilo Mandolini
con un contributo di Francesca Foscarini e sei disegni di Francesca Raineri

Stefania Bortoli con Corpo _ Spazio _ Parola (Arcipelago itaca Edizioni 2025, collana Mari Interni, con un contributo di Francesca Foscarini e sei disegni di Francesca Raineri) dà alla luce un’opera d’impostazione interdisciplinare: nata da una pratica performativa – un laboratorio di danza contemporanea condotto da Chiara Bortoli, sorella dell’autrice, presso lo spazio artistico Voll di Vicenza – ma anche visiva, ritmica ed emozionale, interiorizzata e ripercorsa attraverso la parola. Tale iter creativo, che avviene precipuamente in notturna “nella camera della Torre”, quando l’anima che raccoglie la sua voce è avvolta nel silenzio e nella solitudine, è tuttavia il frutto dello “spazio di grazia” – come dichiara l’autrice – “che ha accolto tutto l’amore, l’intimità della fiducia e dell’amicizia”. Sorella biologica e sorelle d’elezione sono le compagne di un’immersione nell’ascolto limpido, che riporta a un’identità affettiva e relazionale preminente su ogni altra: “Siamo quello che amiamo, desideriamo e condividiamo”. Continua a leggere

Antonella Sica. Corpi estranei

di Stefania Bortoli

Corpi estranei di Antonella Sica
(Arcipelago itaca 2025) 

Quando l’assenza e la mancanza diventano un vuoto incolmabile, la realtà psichica ci lascia attoniti e isolati in ciascuna età della vita. La poesia di apertura che Antonella Sica ha dedicato alla madre prematuramente scomparsa, è un atto d’amore sospeso che si spegne nell’oscurità dell’abbandono: 

“Madre di Luna pietra madre ragnatela
di capelli sul guanciale madre pallido […]
che sei andata via
come si spegne la luce
nella stanza di un bambino”. Continua a leggere

La parola ai poeti. Stefania Bortoli

[foto di Claudio di Campli]

Tre sentieri per desiderare

Nella mia esperienza vita – desiderio – scrittura sono inscindibili e il desiderio è come un filo invisibile che attraversa il passato e il presente, tracciando i passi “verso il futuro più breve”. Il titolo Desiderare, con il verbo all’infinito, e l’esergo al libro, sottolinea questo percorso di interminabile ricerca: “Si scrive col proprio desiderio, e io non smetto mai di desiderare”. (Roland Barthes).

Dalla pubblicazione dell’ultima raccolta di poesie, intitolata Con la promessa di dire, (Book editore, 2016) sono trascorsi alcuni anni abitati da conflitti geopolitici, smarrimenti e personali svolte esistenziali. Desiderare è stato scritto durante il periodo di isolamento determinato dal Covid: la necessità di scrivere è diventata urgenza di dire, da custodire con attenzione e cura. 

Il libro, che ho dedicato a mia madre, è articolato in cinque sezioni: Il giardino dell’attesa, Canto del silenzio, Confini d’acque e isole, L’amore accade, La vita tenace che sono tra loro collegate dal filo rosso del desiderio, e dall’inquietudine, nei differenti spazi e tempi della mia vita.  Continua a leggere

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