Davide Sapienza al Trento Film Festival

Vi segnalo questo intervento dello scrittore Davide Sapienza per il Trento Film Festival: tema, il Grande Nord, la sua natura e il suo spirito, davanti alle sfide poste dalla modernità. Il servizio video è a cura della Web Tv di Trento Festival 2009.

Segue qui sotto il testo di prosa poetica di riferimento per il video:

Davide Sapienza – tratto da Fri Flyt – Libero Fluttuo
(dal reading Il Signor Loci, Presumo? (l’ultimo esploratore) ; prossimo spettacolo 9 luglio a Mestre)

“(…) Poi, nel bozzolo, nel grembo blu cobalto, quando le vele-montagne si spostano al punto da inclinare l’asse dell’orizzonte nel pomeriggio, cosa credete?, la vita danza con il vento e ci ricorda che non c’è morte lì in giro.

Può morire un animale, una pianta, oppure un uomo. Ma non la vita: non lì. Ma come non capite? Libera Fluttua la creazione. Ecco, l’ho detto. Perché l’ho visto. Era lì, ogni giorno e ogni volta. La corrente norvegese porta all’oceano artico il suo flusso incessante, succhiandolo all’oceano atlantico. Noi, proprio adesso, qui nel bozzolo, siamo come la Lamprena, stiamo disossando l’acqua che ci culla nella notte – artica.

Solo sostanza, solo nutrimento, entrerà in noi, che entreremo nella corrente norvegese, che entrerà nell’oceano artico. Noi pensiamo di tornare a casa – casa? Pensiamo, di fare ritorno. Ma non abbiamo ancora capito una cosa. Siamo diventati corrente, siamo diventati flusso libero. Non torneremo mai più a casa. Saremo nomadi come papà Vind, che qui nelle terre abitate dai Saami mille anni fa, era un padre presente e riverito. Un padre sacro, con tutti i suoi figli cosparsi di luce e poi di silenzio e infine di storia, che li ha presi come la Lamprena, disosssati e inghiottiti. La storia si è nutrita dei primi abitanti e poi è venuta a farsi bella, tra le isole, le insenature e i fiordi. E papà Vind ha guardato e ha taciuto: doveva continuare a fare Vita, notte e giorno, che qui sono lunghi lunghi, in ogni caso e sino a quando non cadrà l’ultima stella. (…)”

L’ispirazione per questo scritto è venuta da questo reportage di Traveller

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Informazioni su giovanniag

Giovanni Agnoloni (Firenze, 1976), è scrittore, traduttore letterario e blogger. Autore del libro di viaggio "Berretti Erasmus. Peregrinazioni di un ex studente nel Nord Europa" (Fusta Editore, 2020) e del romanzo psicologico "Viale dei silenzi" (Arkadia, 2019), ha anche preso parte al romanzo collettivo "Il postino di Mozzi", a cura di Fernando Guglielmo Castanar (Arkadia, 2019). È inoltre autore di una quadrilogia di romanzi distopici sul tema del crollo di internet e della società del controllo ("Sentieri di notte", "Partita di anime", "La casa degli anonimi" e "L’ultimo angolo di mondo finito", editi da Galaad tra il 2012 e il 2017 e in prossima riedizione in volume unico), in parte pubblicata anche in spagnolo e in polacco e in prossima riedizione in volume unico. Ha scritto, curato e tradotto vari libri sulle opere di J.R.R. Tolkien (su tutti, "Tolkien. Light and Shadow", opera bilingue italiana-inglese, ed. Kipple, 2019), e tradotto o co-tradotto saggi su William Shakespeare e Roberto Bolaño ("Bolaño selvaggio" a cura di Edmundo Paz Soldán e Gustavo Faverón Patriau, ed. Miraggi, 2019, tradotto insieme a Marino Magliani), oltre a libri di Jorge Mario Bergoglio, Kamala Harris, Arsène Wenger, Amir Valle e Peter Straub. Ha partecipato a numerose residenze letterarie e reading in Europa e negli Stati Uniti, e traduce da inglese, spagnolo, francese e portoghese, oltre a parlare il polacco. I suoi contributi critici sono disponibili sui blog “La Poesia e lo Spirito”, “Lankenauta”, “Poesia, di Luigia Sorrentino” e “Postpopuli”. Insieme alla giornalista Valeria Bellagamba, ha creato e gestisce la pagina Facebook "Anticorpi letterari", con interviste in diretta video a protagonisti del panorama culturale italiani e internazionale. Il suo sito è www.giovanniagnoloni.com.

11 pensieri su “Davide Sapienza al Trento Film Festival

  1. Valeria Bellagamba

    Davide, vero Guerriero della Bellezza…!
    Ho avuto il privilegio di assistere alla bellissima reading all’interno della suggestiva area archeologica di Trento. Ne porto ancora le vibrazioni dentro…
    Consiglio a tutti di andare a sentire Davide, se dovesse capitare dalle vostre parti con le sue emozionanti storie.
    Vi segnalo anche il sito di Francesco Garolfi, il bravissimo musicista che l’accompagna:
    http://www.francescogarolfi.it/

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  2. davide sapienza

    grazie Valeria. Trento é stata un’esperienza positiva, visto che lo suggerisci, la prossima data dello spettacolo é a Mestre il 9 luglio: chi vuole sapere queste date basta che vada sul mio sito http://www.davidesapienza.it in “Incontri”. La ricerca del “signor Loci” é stata anche la protagonista del documentario girato dalla RSI, la Tv Svizzera Italiana “La Sapienza di Davide – Parole in Cammino”, che si trova linkato sul mio sito e si vede con real player. dav

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  3. OMAR EPIS

    Incontrare Davide è stata un’esperienza che mi ha aperto parecchi spiragli, direi addirittura brecce, nel muro che ha sempre circondato la sfera della società in cui vivo. Incontrare il Signor Loci in ogni sua parola, in ogni suo gesto e in ogni immagine che i suoi racconti evocano, è come trovare il Folletto della Bellezza che non si vede, ma sai che c’e’! Ottimo connubbio con la bravura del musicista Garolfi: la musica è lo spirito del luogo, sempre!

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  4. gianpaolo

    Che dire? da quando ho incontrato davide anni fa, ai tempi di Rubha Hunish, è sempre stato un piacere ed uno stimolo continuo il ritrovarlo, rileggerlo e riascoltarlo. Le strade non si sono più incrociate, ma questo è un mio difetto.

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  5. davide sapienza

    grazie Omar, e grazie Gianpaolo. Le nostra strade in realtà corrono vicine, ogni tanto leggo il tuo blog e so che si va insieme,come una grande società di sognatori per quel luogo che sta – usando l’immagine di Omar – oltre il muro. A novembre sono 20 anni che é caduto il muro di Berlino. Non é bastato. Ma noi andiamo avanti. dav

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  6. Riccardo Carnovalini

    Purtroppo non conosco ancora bene Davide. Quel che ho letto e ascoltato di lui ha risuonato però a lungo nella mia testolina. Credo che ci accomuni la convinzione che sia fondamentale riportare l’uomo e l’ambiente al centro della vita, dando una bella spallata agli affari, al Pil e al mercato.

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  7. filippo tuena

    Con Davide ho viaggiato percorrendo pagine che si aprivano su panorami inaspettati, così come ci si aspetta che faccia la buona scrittura. Lo scrittore viaggia, il lettore viaggia. Pagina dopo pagina fino a che le memorie si confondono e la visione si fa condivisa.

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  8. Elisabetta

    Ogni volta, ogni nuova pagina, ogni parola lanciata verso di noi ci riempie quei piccoli vuoti, a volte di emozioni, a volte di conoscenza.
    Un percorso lungo, una figura importante quella del narratore, di chi pazientemente lascia fluire le storie e non le imprigiona.
    Davide ha questo gran dono, di lasciare che tutte queste storie che intersecano il suo percorso (e i suoi piedi) scorrano via verso gli altri,che enorme regalo!!

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  9. davide sapienza

    caro Filppo, penso che il nostro sia l’inizio di un percorso. Molto affascinante. E a Elisabetta dico, narrare é bello quando trovi i cuori spalancati: in quell’attimo non puoi ingannare, devi essere sincero. Dire ciò che vedi. Grazie.

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  10. germano federici

    la prosa di Davide si tinge spesso di poesia, perché è alla ricerca di un modo diverso di raccontare e pensare la vicenda umana, abbandonando certo razionalismo antropocentrico, che genera solo violenza su di sè e sulla natura. E’ molto difficile per ogni uomo “staccare” dalla struttura razionale che abbiamo dato alle nostre interpretazioni del mondo, per pensare lo stesso mondo in modo diverso. Perché, stante certe premesse, possiamo diversificare i percorsi logici, ma arriviamo sempre e solo alle stesse conclusioni. Servono altre premesse, come nuovi apriori da cui partire, che solo l’intuizione può individuare. Sicuramente l’uso del linguaggio poetico può riuscire là dove la ragione tradisce (perché non può rinnegarsi): nella costruzione di una nuova visione che divenga la “ratio” (la misura) di un nuovo, più universale e pacificatore sentire.
    germano federici

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  11. giovanniag

    Condivido in pieno il punto di Davide: narrare a “cuori spalancati”. Credo che il punto-chiave dello scrivere, come del leggere e del vivere, ruoti attorno al cuore. Svilupperò questo punto in un’intervista a un esperto americano di religioni comparate e sciamanesimo, che posterò prossimamente.

    Sono felice che questo post abbia stimolato una discussione così interessante.

    Un caro saluto,
    Giovanni A.

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