
Dio ha gioia di noi. Molta di più di quanto noi ne abbiamo per Lui. La fede è mettersi in cammino per unire questi due sentimenti, per rialzarsi da ogni forma di accidia, in cui ci induce la natura. Il male fa sì che la gioia sia rimossa dalla nostra coscienza; la chiamata di Cristo la rimette in gioco, a ogni nostro risveglio: il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore.
Archivio mensile:Novembre 2018
Poesia d’autunno
The Ballad of the Sad Café
di Stefanie Golisch
Tra un gratta e vinci e l’altro ci stanno giusto
un caffè ristretto e una sigaretta. Cazzo, mio
figlio mi ha rotto le palle, è uguale a suo padre,
stronzi tutti e due. Vieni da me questa sera bella
bionda, dice il padrone del bar, e lei risponde:
neanche morta. Davanti alla porta d’ingresso
un corvo mangiucchia un piccione morto in
questo pomeriggio d’autunno che non canta.
La vita fa schifo, dice la donna dalle mani ruvide
e dal rossetto sbavato prima di andarsene senza
salutare. Il bar sulla provinciale Monza-Saronno
si chiama Jolly, il mese ottobre, lei non si sa
Testamento

Gabrielle Bossis è malinconica, perché deve ripartire da Lourdes. Gesù le dice: non sono sempre con te? Non metto il mio passo davanti al tuo, per non farti inciampare? Te ne sei mai lamentata? E le raccomanda di fissare lo sguardo in Lui, lo sguardo di un Dio. Mi commuove questo, perché mi ricorda il versetto della lettera agli Ebrei che ho posto a fondamento della vita: tenendo lo sguardo fisso su Gesù. Per finire, Lui lascia a Gabrielle una sorta di testamento in tre parole: umiltà, dolcezza e misericordia. E le raccomanda di pesarle bene. Saranno queste, ogni giorno, la sua Lourdes.
Daniele Maria Pegorari, Letteratura liquida (Manni, 2018)

Daniele Maria Pegorari ci invita con le sue Sei lezioni sulla crisi della modernità ad un viaggio dantesco che dall’inferno del Novecento risale alla luce della contemporaneità. Solo che qui non troviamo stelle da ammirare, ma la precaria luminosità della fabbrica dei libri, del totalitarismo della comunicazione, della contumacia dell’autore, della bulimia dell’economia del capriccio. Insomma, l’uscita dal “secolo breve” non ci ha condotto in paradiso. E qualora il benessere materiale conquistato, da qualcuno possa ancora essere considerato un paradiso, scopriamo che questo non è affatto desiderabile, se ci viene svelato come una “variante luminosa del nulla”.
Il pescatore di perle

Di quante delicatezze è capace Gesù. Non meraviglia del resto, perché è Dio. Stare nelle sue braccia è un anticipo di paradiso: è il pescatore di perle, e nessuno ne possiede di un tale valore. Per attingere a questo privilegio bisogna percepire la terra come un mezzo per raggiungere la dimora eterna, dove più nulla ci separerà dal Bene: né morte né dolore né lontananza alcuna.
“Infidelis peregrinatio” di Francesco Randazzo.

Caro Francesco,
a proposito del tuo ultimo libro. “Infidelis peregrinatio”, riflettevo, proprio in questi giorni, su come si possa comunicare la fede in un mondo che non solo l’ha persa, ma ha dimenticato di averla perduta. Continua a leggere
Infallibile

Facciamo mille progetti, assecondando una creatività benedetta che deve collegarsi, tuttavia, al Creatore. Più maturiamo, più siamo consapevoli del fatto che c’è un unico Progetto, il Suo. È bello sapere, da personaggi un po’ groggy del festival dei fallimenti, che esiste, in qualche angolo del cuore, qualcosa che non può fallire.

