POESIA E POLITICA.19. Mario LUZI

 

MUORE IGNOMINIOSAMENTE LA REPUBBLICA

 

[3]

 

A che pagina della storia, a che limite della sofferenza –

mi chiedo bruscamente, mi chiedo

di quel suo “ancora un poco

e di nuovo vedrete” detto mite, detto terribilmente

 

e lui forse è là, fermo nel nocciolo dei tempi,

là nel suo esercito di poveri,

aquartierato nel protervo campo

in invariabili uniformi: uno e incalcolabile

come il numero delle cellule. Delle cellule e delle rondini.

 

[6]

 

Muore ignominiosamente la repubblica.

Ignominiosamente la spiano

i suoi molti bastardi nei suoi ultimi tormenti.

Arrotano ignominiosamente il becco i corvi nella stanza accanto.

Ignominiosamente si azzuffano i suoi orfani,

si sbranano ignominiosamente tra di loro i suoi sciacalli.

Tutto accade ignominiosamente, tutto

meno la morte medesima — cerco di farmi intendere

dinanzi a non so che tribunale

di che sognata equità. E l’udienza è tolta.

 

[10]

 

(Scarso lo scriba? distratto? anchilosato nell’arto?

vinti come all’ultimo  suo ciascun artista

lui pure? o inenarrabile questo tempo?

questo tempo non ha lingua, non ha argomento?)

 

 

Vi invitiamo a inviarci, sul tema, una o più poesie e una breve nota bio-bibliografica all’indirizzo:   [email protected]   

Un pensiero su “POESIA E POLITICA.19. Mario LUZI

  1. alida airaghi

    Splendidi, intensi, questi versi di Luzi: giustamente scandalizzati, a ragione affranti.
    E non aveva ancora visto nulla delle ultime derive, del nuovo nostro “tempo inenarrabile”…
    Grazie a Giovanni Nuscis che ci ha riproposto le parole di un grande poeta.

    Rispondi

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