Archivi autore: fabrizio centofanti

Informazioni su fabrizio centofanti

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Maria Grazia Calandrone

Dal mondo esposto

(inediti)

L’amore è la salute della scimmia.
Gli occhi dell’asino santo imbrattati dal vedere
la ruggine quieta delle cisterne.

Vento che arrota l’erba, l’ultravioletto calice
della sera come una latitudine radiante.

O il mare e i pomeriggi
composti dall’involucro ninfale della cicala.

Dammi le prove della tua gioia
nella carcassa del quotidiano
che rodi fin che è luce, luce…

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Dell’amorevole cura dell’agone

IL POETA IN QUANTO TALE È UN GUSCIO IN MARE APERTO; È UN CAMMINO già sempre intrapreso. Aggrappato al timone della navicella, assicurate le sartie all’albero maestro, procede consapevole delle insidie dei marosi, ma fiduciosamente puntando lo sguardo alla vista del suo orizzonte. È consapevole del suo porto di partenza, del carico affidato alla protezione della stiva, ma attende con trepidazione al viaggio per mare, senza alcuna intenzione di tirarsi indietro davanti ai marosi. Con questo spirito intrepido il poeta affronta l’agone che lo trasforma in eroe, qualunque sia la resa.

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Fabio Franzin

Fabio Franzin

‘A paròea del Nome

(Nel dialetto Veneto- Trevigiano dell’Opitergino-Mottense)
(Dire la verità nel vuoto,
perché non c’è parola vera)
Cesare Viviani, da “Silenzio dell’Universo

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Pan e paròe

l’é sempre stat ‘l mé past,
‘a mé eucarestia; senpre
l’é stat carestia de schèi
tee mé scassèe, caro Dio

tì te ‘o sa, e te sa che mai
te ‘ò domandà un calcòssa
de pì, che senpre quel che
te me ‘à dat ‘l me ‘à bastà

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Poesia e musica

di Marco Saya

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Premessa

La musica è la codifica dei suoni, il linguaggio che conserva un carattere di universalità forse inimitabile, che tuttavia deve essere supportato dall’educazione all’ascolto e dalla cultura dell’ascolto in modo da coglierne il significato poetico più intrinseco che spesso costituisce l’ossatura dell’opera stessa.

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Un mese di galera per una brutta poesia


di Massimo Orgiazzi – 9 Gennaio 2007


Cosa ci si aspetta da un governo che ha ordinato nel maggio scorso il blocco totale di Hotmail e Windows Live Mail ? E allora perché scandalizzarci se leggiamo su MSNBC che un trentunenne impiegato statale di Pengshui si è fatto un mese in carcere per aver scritto un poema satirico sulle autorità locali tacciate di corruzione ? Continua a leggere→

Guarire la guerra

di Massimo Orgiazzi – 8 gen. 2007

La poesia di guerra è un genere che più volte ritorna nel Novecento, con le due guerre mondiali piantate nel mezzo della sua prima metà. Dopo, nella cultura occidentale, che vive la sua pace in una guerra definita fredda, la poesia sui campi di battaglia sembra relegata a fenomeno di nicchia, in conseguenza forse del progressivo annacquarsi della dimensione Continua a leggere→

Poesia a Roma

di Lucianna Argentino

 

Avere la possibilità di ascoltare dal vivo un poeta che legge i propri testi è un’ esperienza decisiva. Seguire il ritmo dei versi, sentire quanto questi siano modulati sul ritmo del respiro, avvertire la voce incrinarsi, cedere all’emozione, crea una corrente di energia, un travaso di sensazioni che prepara Continua a leggere→

poesiaespirito blog collettivo

La poesia e lo spirito diventa blog collettivo.
L’esigenza è quella di creare un luogo virtuale con tendenza a sconfinare nel reale, per dare vita a una cultura dell’incontro fraterno e della solidarietà. Le iniziative concrete (la carta per le donazioni, la maglietta con la celebre frase di Dostoevskij) vorrebbero ricordare che la bellezza candidata a rovesciare il mondo non è solo quella della letteratura, ma anche l’apertura sincera all’altro che attende come noi un segno di condivisione, in uno spazio in cui ci sono treni che arrivano e che partono, viaggiatori che s’incontrano e si scambiano opinioni disinteressate, suggerite dall’amore per la verità: ognuno con le sue strutture di pensiero, con la sua voglia di conservare o di cambiare, di attendere o lanciarsi, di lottare o difendersi; una stazione in cui il fatto stesso di essere lontano dalla casa abituale permette di guardarsi intorno con gli occhi di chi vuole scoprire, dare un nome alla sua sete, caricandosi dell’alea dell’incontro, una valigia in cui rischi sempre di dimenticare l’essenziale, ma sapendo che, alla fine, si cresce, e: “per la stessa ragione del viaggio, viaggiare”.

Per l’archivio si possono consultare le precedenti versioni:
fabrypoesiaespirito.splinder.com
www.lapoesiaelospirito.splinder.com

L’esposta – Massimo Sannelli

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Il 26 marzo 1969 Paul Celan annota che «la poésie ne s’impose plus, elle s’expose». La poesia non si impone «più» – come dire: in passato si è imposta, ieri si imponeva – ma oggi si espone. Non viene per installarsi, ma per esporsi (ed esporre ha una varietà di sfumature impressionante: il bambino Edipo è esposto sul Citerone, Cristo è esposto sulla Croce – lo ricorda Pasolini nella Crocifissione dell’Usignolo della Chiesa Cattolica –, ma anche ciò che è oggetto di mercato è esposto, ad un pubblico indifferenziato, per l’acquisto, come ogni merce; ed è esposta l’opera d’arte in mostra). Silvano Facioni commenta così: «[…] quasi a dire che “oggi” non c’è luogo capace di ospitare la venuta della parola, non c’è “posizione” in cui questa possa orientarsi e ordinarsi» (La cattura dell’origine. Verità e narrazione nella tradizione ebraica, Jaca Book, Milano 2005, p. 112). E ci si «espone», in italiano e in francese, au soleil, à un danger, aux critiques: al sole, a un pericolo, alle critiche; e al pubblico. Continua a leggere→