Cronache dal paese dei Balocchi
Sono cresciuto tra boschi di robinie e campi di calcio dell’oratorio, la sera si giocava a nascondino nel frumento e si scopriva cosa c’è sotto le gonne. Il primo computer, a 32 anni, è stata una scoperta, ha arricchito il senso del reale di un adulto. Negli ultimi anni ho cominciato a chiedermi com’è il senso del reale di un ragazzo di oggi, che apprende la realtà nei nostri appartamenti pastorizzati, in forma quasi esclusivamente mediatica e soprattutto simulata. Ho fatto una ricerca nella cronaca bianca e nera, e nelle sterminate possibilità dell’industria dei giochi. Ne è nato un romanzo, “La porta degli innocenti”, in cui si racconta di crimini indecifrabili e giovani naufragi virtuali.
Il paese dei Balocchi è diventato un incubo?
(Da: V.Binaghi, La porta degli Innocenti, Dario Flaccovio Editore, 2005)
Genesis
Com’è finito il mondo di prima? Ci sono diversi scenari a disposizione.
Nel primo scenario è stata la Quarta Rivoluzione Industriale, quando anche i cinesi hanno cominciato a pretendere il frigorifero. L’effetto serra ha sciolto le calotte polari facendo alzare il livello degli oceani e sommergendo la maggior parte della terra. Restavano spuntoni di roccia inabitabili, dove un tempo arrivavano solo gli alpinisti. Per un po’ i superstiti hanno vissuto su barche, come in quel film con Kevin Costner dove la gente per bere ricicla le proprie urine, ma non era vita, e gli ultimi si sono suicidati in massa bestemmiando l’Arconte Supremo. Continua a leggere





Alice l’ho conosciuta bambina – bambina lei bambina io, ma poi una delle due è dovuta crescere – tra le pagine spesse e spugnose di un’edizione Garzanti anni Settanta, con le stupefacenti ipnotiche illustrazioni di tale Sir John Tenniel, in un bianco e nero originario oggi trascolorato in un commosso stinto avorio (potere del tempo che passa, e dei miei trent’anni): disegni velati di un’inquietudine diffusa e malcelata tra le trame pretese della fiaba, attraversati di un’attitudine cupa e meditabonda, profondi come abissi scavati dalla porosità economica della carta paperback.