Nella prolissa lista dei miei mali la diplopia per il momento manca, eppure da sempre avverto in modo doloroso lo sforzo del cervello di ricomporre in una le due immagini che istante dopo istante gli pervengono.
Due?
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Archivi categoria: Roberto Rossi Testa
Provocazione in forma d’apologo 211
Una volta c’erano migranti, esuli, fuggiaschi. Le tre categorie erano distinte e per lo più si muovevano lungo rotte e su navi diverse, o diverso era almeno il loro modo di muoversi.
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Provocazione in forma d’apologo 210
Mio padre amava la geografia, sicché, stupidamente, io la odiavo.
Sull’argomento c’era una cosa soltanto a metterci d’accordo: l’enciclopedia geografica della De Agostini intitolata “Il Milione”.
Mio padre, profondo nel suo essere pratico, passava le ore a controllare chi confinava con chi, quali stati e in quale sequenza fossero bagnati da un medesimo fiume; mentre io, in attesa di perdermi nelle mie nebbie, andavo appresso a quelle altrui, e m’incantavo sulle saghe e sulle leggende, sui costumi e sugli usi.
Il ricordo più vivo però non è incantato, né riguarda un uso incantevole.
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Provocazione in forma d’apologo 209
Fra pochi mesi Antonio e Clara festeggeranno i venticinque anni di matrimonio. Un buon matrimonio. Niente figli, all’inizio erano troppo concentrati su altro, poi quando ci hanno pensato si son resi conto che d’un tratto era diventato troppo tardi, e responsabilmente hanno lasciato perdere. Ma un buon matrimonio, davvero.
E tuttavia, quant’è buona una cosa se non se ne celebra all’intorno la bontà?
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RICEVO E VOLENTIERI PUBBLICO
“Prima di tutto mi scuso se non firmo, per motivi che nel corso della lettera diventeranno chiari.
Ho quasi sessant’anni d’età e quaranta di anzianità lavorativa, da un momento all’altro dovevo andare in pensione, tutti in famiglia non vedevano l’ora e anch’io dovevo fingere che fosse così, benché con la morte nel cuore.
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Provocazione in forma d’apologo 208
La coppia è sul prato in fondo al cortile per il solito rito del pasto della colonia felina.
All’improvviso un lampo in diagonale taglia il cortile: un piccolo animale selvatico inseguito da uno più grande, che proprio in quel punto lo raggiunge e lo addenta.
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Provocazione in forma d’apologo 207
Un magazzino in disuso, pieno soltanto di ragnatele e rottami, di cinquanta e più metri quadri, per un gatto è un autentico regno. Ci può trascorrere il giorno a fare agguati alle mosche, o, appollaiato su una vecchia credenza, contemplare un immaginario viavai. E poi, a notte, uscire per la porta appena accostata, e ricevere un piatto di pappa da una donna gentile mai lasciata avvicinare e sempre osservata a distanza con gli occhi rotondi, diffidenti e fieri. No, davvero, per un gatto non può proprio esserci niente di meglio.
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Provocazione in forma d’apologo 206
Fònos e F?né sono una bella coppia criminale.
Ma lui è un artigiano all’antica: deve far fuori una vittima alla volta, o comunque metterci mano visibilmente.
Lei, invece!
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Provocazione in forma d’apologo 205
Due sono i mari, diversi per temperatura, salinità e correnti, ed uno è il luogo, il cui nome è Dovunque, nel quale si uniscono senza confondersi mai.
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Provocazione in forma d’apologo 204
Mi diceva sempre che ero vanitoso perché ogni volta che mi imbattevo in uno specchio mi ci guardavo dentro. Proprio lei.
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Opere e giorni 03 (Fantacritiche)
In “Viola di morte” c’è una figura di donna che, dall’interno della sua casa riscaldata dal fuoco del camino, fa a Landolfi, il quale si trova all’esterno, nel freddo invernale, un cenno enigmatico e inquietante, sul quale il poeta s’interroga inutilmente per anni per infine concludere: “Ora so, che son saggio, / Ora so, / Che mi dicevi di no”.
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Opere e giorni 02
Il bello della gioventù è che si può, in certi casi e fino a una certa misura, scoprire l’acqua calda senza cadere nel ridicolo. E l’ancora più bello è che a volte si tratta di un’acqua calda davvero diversa, anche se solo di quel tanto che basta a renderla distinguibile dall’altra solita.
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Ma chissà
Sono giorni in cui la repubblica muore ignominiosamente, neppure nobilitata da un po’ di tragedia vera.
Rincaso dall’ufficio pieno di disgusti, esco sul balcone dove si trova la grande palma, e rimango interdetto.
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Opere e giorni 01
Conobbi il Professore in internet e, seppure da piemontesi formali, simpatizzammo subito. Quasi subito prese l’abitudine di passare a trovarmi quando, sovente, veniva nella mia città per lavoro; appena in stazione mi telefonava e ci si incontrava per un caffè, dopo di che lui apriva il portatile e mi metteva a parte delle sue ricerche.
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Preposizioni
Sento rimbalzare da un mezzo di informazione all’altro la notizia di una mazzetta nascosta in una scatola “di” scarpe, e spero che quelle scarpe, verosimilmente più di un paio, non fossero usate: dal momento che sarà pur vero che il denaro non ha odore ma tutto ha un limite, anche le espressioni proverbiali.
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Provocazione in forma d’apologo 203
“Ossessione” è una parola anche troppo gentile. Significa “assedio”. Significa che siamo asserragliati dentro mura e combattiamo da eroi per difenderle dagli altri che premono dall’esterno. Ma spesso le cose stanno in modo ben diverso, e la parola che si dovrebbe usare, se non fosse logorata e deformata dall’uso religioso che ne è stato fatto, sarebbe “possessione”.
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Peter Greenaway, “Volare via dal mondo”
MASCHERA VOLANTE
45.
Odilon Redon
Demonio alato
Redon rappresenta un angelo nero, in esplorazione nel crepuscolo e recante una grande maschera i cui occhi lasciano trasparire il cielo. Questa figura volante ha una coda a ricciolo fissata a un corpo piuttosto in carne.
L’angelo nero sta sbrigando affari diabolici. La maschera è pesante e disagevole da trasportare, un peso morto che tira costantemente verso il
basso. Potrebbe essere lasciata cadere. In questo caso cadrebbe come una pietra nelle vie della città. Oppure quei filetti bianchi e lucenti che si vedono balenare sotto la figura indicano
che essa sta sorvolando un corso d’acqua che scorre presso la basilica che si scorge sull’altra riva? Può quest’immagine esserci utile per
future esperienze? Dobbiamo sapere come
trasportare un oggetto pesante nel nostro volo, come trasportare il nostro stesso bagaglio? A me sembra che questa apparizione volante nella luce serale sia utile. Anche a noi può capitare di sentire la brezza fredda della sera
e di chiederci come potremo navigare una volta che la luce del giorno ci abbia lasciati. In che relazioni siamo col terreno quando la luce va via? Incontreremo creature come questa nel
crepuscolo?
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Provocazione in forma d’apologo 202
Giunto al ventottesimo universo Dio sentì che era la volta buona, ma dopo che vi ebbe posto l’uomo e la donna le cose presero una piega ancora peggiore del solito. Allora Dio bandì i due dal suo giardino, e quelli, in balia della natura matrigna e soprattutto di se stessi, ben presto morirono.
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Provocazione in forma d’apologo 201
Da bambino la sua passione erano le rappresentazioni miniaturizzate della vita, meglio se incastonate l’una dentro l’altra. Mostrava anche una preoccupante attrazione per specchi, microscopi e binocoli. Poi crescendo si era scosso: aveva scritto saghe diventate best seller, venduto centinaia di migliaia di copie. Ma in seguito, forse tornato ai primi amori, si era limitato a qualche articolo d’erudizione, a delle note a margine. Quando, né vecchio né giovane, morì, nel grande cassetto centrale della sua scrivania, in un guazzabuglio di cartoline d’auguri, pubblicità postali e ritagli sottolineati, trovarono una busta spiegazzata.
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Provocazione in forma d’apologo 200
Un giorno mi sveglio e trovo tutto di una perfezione eccessiva, altamente sospetta. Ne indago pertanto le cause, e in primo luogo constato che i colombi, che lordavano i balconi le strade le auto e contro cui si è combattuto vanamente a lungo, sono completamente scomparsi.
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