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L’arte che insegna

Ama il prossimo tuo come te stesso: non è facile, anche perché Gesù ci ricorda che nel prossimo c’è Lui. Il passaggio decisivo è in questa fede nell’Altro, che si fa altro per amore. L’arte che insegna è una vista più profonda, che vede la bellezza oltre i guasti del tempo e dell’incuria.

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Gesti

Ci sono cose che a Gesù fanno piacere. La vita si arricchisce di piccoli atti di assoluta gratuità, fatti solo per questo. L’amore cresce con gesti che sembrano superflui, eppure riempiono il cuore.

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Gli interessi della massa


Dimenticarsi di sé: strano che nessuno ricordi il principio più essenziale della vita. Forse perché la macchina infernale del commercio subirebbe un colpo mortale. Forse perché l’amore va in direzione ostinata e contraria rispetto agli interessi della massa.

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Questo filo


Pregando e amando, possiamo salvare molte anime. Nella vita, nel mondo, nella storia, tutto è connesso. Sapremo essere tra coloro che consentono l’unione, piuttosto che avversarla? Ogni destino è appeso a questo filo.

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Tu sei


Se vedessimo Gesù, non avremmo alcun merito ad amarlo. Possiamo credere, invece, fidarci di un messaggio, una parola, compiere quell’atto che è premessa dell’amore: Tu sei. E questo può bastare.

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Straordinario

Dovremmo credere come respiriamo, senza sforzo, comunicando la presenza di Dio come un fatto di vita quotidiana. È l’offerta che rende straordinario il gesto più consueto. La nostra morte può essere un viatico per l’altrui conversione, come quella del Cristo.

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Gli uni per gli altri

Pregare gli uni per gli altri: è questo il nostro compito. Invece di farci la guerra, di vedere il male inevitabile, i difetti onnipresenti; invece di pensarsi in una giungla piena di agguati, in un mare che nasconde mostri, pregare gli uni per gli altri: ecco un segreto da custodire attentamente.

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