
di Rosa Salvia
La diga ombra
(nottetempo, Milano 2020)
Si entra in questo libro di Antonio Bux con il tremore e timore di chi vìola una sacra privatezza ben sapendo, però, che la porta è lasciata aperta dall’autore perché il fervore dell’ambiguità agisce nel dominio di chi accetta di essere poeta. Si ha l’impressione per ognuna di queste poesie, nate da una forte passione, da un incontro determinante e necessario, di assistere alla registrazione, dal vivo della sua introspezione, di possibilità del pensiero che mobilitano continuamente la lingua in una caccia al sensibile.
Su questa strada si intrecciano cortocircuiti mentali e figurali ognuno dei quali forma il caso di un incontro: Giorni d’acqua, simili a dèi…; il tramonto del sole che non è mai; accecarsi bui / per le strade interrotte dove dio / padre è una pietra, freccia grezza / sulla strada, e noi la meta.
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