È sempre stato il mio sogno
un tiglio al centro del giardino
alla sua ombra un tavolo
due poltroncine di vimini
una da un lato una dall’altro
per discorrere da me a me
una volta vecchio una volta giovaneContinua a leggere→
Che cosa c’è sotto le palpebre, e che cosa si vede dal loro riparo, stando a occhi chiusi o socchiusi? «Si chiudono le sere / come ricci intrappolati / a difendersi attorcigliati / fuori c’è lo spavento / dell’ignoto // qui mi rassicura / anche una sedia / e la piccola lampada / che mi fa compagnia / non è una ferita del sole»: una situazione che ricorda, ad esempio, quella del Natale di Ungaretti, con l’opposizione fra esterno temibile e conforto dato dai semplici oggetti dentro la stanza, nei quali l’io vorrebbe identificarsi («Lasciatemi così / come una / cosa / posata / in un / angolo /e dimenticata»).
A? sò cóm at dòrmi all ad crucàl intabarà fum ad stéll ach ràna i? ziél t’a? sà bri?a quant vól i và e i vié? ogni nòt ròd a tèra butà là s’na strada sé?za vó? tra spè? d’aqua buscùra sé?za vént e còrav curnà? stura? ?lapanùal a fàr ?ga?zèga tra mu? d’erba ?gà int la spagnàra àltar vól ra? a tèra e rubarié i và e i vié? ogni nòt. Continua a leggere→
Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.