Archivi tag: Euripide

Inerzia 2: un vizio antico

di Antonio Sparzani
accidia
Dopo aver conosciuto la singolare inerzia del pigro Sole, conviene forse, per meglio comprendere l’idea d’inerzia e quanto le sta intorno, rifarsi alle origini almeno (perché altre parole appariranno lungo la strada) delle parole inerzia e accidia nelle letterature classiche. L’antecedente etimologico immediato per la prima è naturalmente il latino classico inertia, formato da in – ars, cioè assenza di arte, di attività, con lo slittamento di significato verso l’idea di non-fare in generale, e quindi inattività, pigrizia, inettitudine. L’antecedente etimologico del secondo è invece greco (esiste in latino un verbo acedior, d’uso assai raro e che significa mi intristisco, divento scontroso) ed è il sostantivo, anche qui piuttosto raro, ak?dìa (??????), talvolta ak?deia (???????), non usato dagli scrittori attici, ma solo in testi più tardi, tipicamente medici, per indicare spossatezza, esaurimento, abbattimento dello spirito.

Certo che se però si desse un’occhiata ad esempio al recente libro del monaco eremita Gabriel Bunge, intitolato Akedia, il male oscuro (Qiqajon, 1999) Continua a leggere

Parresia

(Arte greca)

Parresia
di Anna Maria Curci

Il DOP, dizionario italiano multimediale e multilingue d’ortografia e di pronunzia, riporta questa definizione di ‘parresia’: grecismo per “franchezza”.
Nelle lezioni che tenne all’Università di Berkeley nel 1983, poi raccolte nel volume Discorso e verità nella Grecia antica, Michel Foucault si soffermò sul concetto di parresia. Euripide la menziona per primo; Foucault individua in Socrate un esempio illuminante nonché coraggioso di parresiasta. Continua a leggere

Ad Afròdita

di Antonio Sparzani
afrodite

Dionigi di Alicarnasso (I° secolo a. C.), sia benedetto il suo nome, nel cap. XXIII, §§114 sgg, del suo ???? ????????? ???????? (Perì sunthése?s onomàt?n, sulla composizione delle parole) riporta per intero soltanto una poesia di Saffo, come esempio mirabile di grazia e levigatezza. Si tratta del famosissimo Inno ad Afrodite: Saffo chiama la dea al suo fianco affinché l’aiuti in una conquista amorosa. Io vi propongo qui tre più una traduzioni in italiano e il testo greco originale. Aggiungo soltanto che il tema del forzare qualcuno all’amore è ricorrente nella tradizione letteraria greca, valga per tutti l’esempio dell’Ippolito di Euripide, nel quale la protagonista femminile, l’infelice Fedra, è costretta da Afrodite (sempre lei), che arde di vendetta, a ardere d’amore per il figliastro Ippolito. Ma quel che qui conta è il fatto che questo tema dia occasione a Saffo di scrivere una lirica di limpidezza e passione raramente raggiunte. Continua a leggere