Intervista di Marino Magliani
Nunzio Festa, Farina di sole (Senzapatria, 2011).
Una piacevolissima sorpresa, un romanzo costruito a quadri, fatto come di alte maree che si ritirano e ogni volta lasciano sul campo di battaglia una vita sconfitta. Ne parliamo con l’autore.
– Nunzio Festa, com’è nata l’idea di questo romanzo (si può chiamare romanzo?) politico che racconta le piaghe della prima repubblica e incontra persino Cesare Battisti?
Questo mio breve romanzo politico, civile, romanzo in quanto volevo fare un’opera innamorata delle vie del romanzo ma non degli schematismi di certi romanzi della contemporaneità, è stato ispirato dalla necessità di scrivere pagine che fossero rappresentative della mie idee più importanti: dunque troverete, come tu caro Marino, che sei tra l’altro stato il lettore più attento e intelligente del testo prima della sua pubblicazione, hai già sottolineato, come nel testo per esempio s’incontri Cesare Battisti: la cavia più bella di questo tempo, l’ex combattente, ma oggi scrittore e soggetto messo al muro, che m’ha fatto aderire alla causa del gruppo internazionale di solidarietà a suo favore. Per la libertà. Per la giustizia. Ma in questo mio romanzo ho provato a ragionare sul concetto stesso d’identità. Come sui tanti momenti di furto statale della prima repubblica e d’ogni repubblica possibile, almeno fin quando l’idea di governo e amministrazione saranno quelle oggi in piazza e il potere continuerà a reggersi. Continua a leggere

