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Ferruccio Masini

a cura di Giorgio Stella

Le città notturne

Le città notturne irriconoscibili nei paludamenti
di pietra ti guardano come se t’attendessero
con l’occhio insonne dei ladri
dal ponte dove si versa il lamento della grondaia
si protendono con i loro capelli di favola
e non sanno possederti neppure nel muggito rossosangue
dei mattatoi che squarcia il mattino
Non sanno perché tu cammini piano sui selciati
tra gli alberi morti nelle inferriate
spiando il raggricciarsi delle foglie
poi si muovono in fretta a piedi nudi
vogliono dirti inseguendo la tua ombra vana
resta ma poco possono offrirti
solo gli anni straziati nel riso stridulo dei lapidari
e l’immagine spenta di chi si curva sopra di te
mentre scrivi e ancora scrivi il nulla
Ah le città notturne con le loro giostre immobili
le altalene accecate gli aquiloni lacerati sui pioppi
come vorrebbero stringere le tue confessioni
nel fuoco autunnale dell’edera sulle antiche mura
ma il loro canto è andato lontano con le allodole
e vanamente sui davanzali azzurri
sogna febbre di tigli l’amore d’un piccolo cielo

La mano tronca – Ferruccio MASINI

(Da: Ferruccio Masini, La mano tronca, Bari, Dedalo Libri, “Collana Bianca”, I ed., 1975)

Mio giorno
che ti disseti nell’ombra tagliente del pietrisco
nella vertigine delle più alte torri
sei quel poco che mi fu concesso
per elevarmi fino alla mia statura
e scavare la terra e far crescere il grano
Gli anni che si distillano nei tuoi silenzi
sono un filo impalpabile a cui si sostiene il mare
la forma del vento la conchiglia sonora della tua piccola
eternità Continua a leggere

Per le cinque dita – di Ferruccio MASINI

mano rossa

(I testi sono tratti da: Ferruccio Masini, Per le cinque dita (1958-1980), Milano, All’Insegna del Pesce d’Oro, “Acquario”, 1986)

Nulla

Metti accanto al fiore la parola nulla
metti accanto a tutte le cose la parola nulla
mettila accanto all’amore
mettila accanto all’ira della giustizia
all’orgoglio della fame ai grandi libri della saggezza
come il vuoto del silenzio che ammorza la memoria
come il limite dell’anticipazione
questo nulla che è soltanto nulla
e non è neppure il tuo nulla – è il nulla
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