Archivi tag: globalizzazione

Il lavoro più bello

di Kika Bohr
Padroni, servi e specchietti per allodole (arazzo 4m30 x 1m93 con 45 cravatte, 15 calze e 7 “specchietti per allodole”).

uno specchietto


Domanda: – Qual è il lavoro più bello? Risposta: – Quello che si sta facendo!
Oggi vi racconto un lavoro che mi sta occupando da più di un anno. E’ un lavoro di cucito e di pazienza, di pazienza per forza, per me che non so e non ho mai voluto imparare a cucire come si deve. Quindi ho passato momenti di euforia (l’impresa va avanti!) e momenti di scoramento quando vedo quanto mi manca ancora per portare a termine il mio progetto. Ma ora che sono abbastanza a buon punto provo a descrivervi la mia idea: una serie di quarantacinque cravatte e quindici calze cucite su un’enorme tela a righe orizzontali che ha riempito dapprima il pavimento poi la parete intera di una stanza di casa. Continua a leggere

L’addio al meticciato

di Cecilia Pannacini

Parla Jean-Loup Amselle
Il paradosso contemporaneo – spiega l’antropologo francese – è che mentre gli etnologi e gli scienziati sociali insistono sulla mutevolezza dell’identità etnica e culturale, le «minoranze» rifiutano totalmente questo orientamento, affermando la purezza della loro discendenza, spesso per avanzare rivendicazioni territoriali
Responsabile di avere indotto un dibattito fondamentale per le scienze umane, il libro titolato L’invenzione dell’etnia è curato da Jean-Loup Amselle e Elikia M’Bokolo (Meltemi, 2008) e ha denunciato la natura storica, costruita e talvolta finzionale del concetto, appunto, di etnia. Attraverso l’analisi di alcuni casi africani, gli autori – storici e antropologi – descrivono i processi che hanno portato all’emergere, durante l’amministrazione coloniale, di determinati gruppi, nonché i successivi irrigidimenti, gli scontri e la moltiplicazione delle identità etniche. L’etnicizzazione del mondo appare in effetti in costante aumento, sia nelle ex colonie sia in Occidente, dove le politiche migratorie e l’esigenza di gestire e controllare la convivenza tra gruppi di diversa origine rischiano di riprodurre percorsi ed errori già compiuti in passato. Continua a leggere

Walden Bello. Deglobalizziamo

di Giuliano Battiston
Autorevole economista e sociologo filippino, docente universitario e direttore di Focus in the Global South , Walden Bello ha fatto della combinazione tra la ricerca intellettuale e la militanza politica una vera e propria cifra distintiva, che gli ha fatto meritare nel 2003 il Right Livelihood Award (il Premio Nobel alternativo) e prima ancora la stima di molti di quelli che si battono per un’altra globalizzazione. Quanti non hanno occasione di incontrarlo nelle manifestazioni di piazza o nelle affollate assemblee del World Social Forum lo possono conoscere attraverso i suoi libri (tra cui Domination , Nuovi Mondi Media 2005; Deglobalizzazione , Baldini Castoldi Dalai 2004; Il futuro incerto: globalizzazione e nuova resistenza 2002) dedicati all’analisi delle diseguaglianze create dal sistema capitalistico contemporaneo e alla critica dei progetti imperialistici dello stato a stelle e strisce. Continua a leggere

I confini mobili della sovranità

I confini mobili della sovranità
Lo Stato della globalizzazione

Un’intervista con Saskia Sassen, in Italia su invito de Il Mulino e alla vigilia dell’uscita del suo ultimo libro Territori, autorità, diritti. Il mutamento dello stato nazionale e l’emergere di una terra di nessuno «né globale né locale» dove si sviluppa l’azione dei movimenti sociali

di Benedetto Vecchi

Un testo ambizioso quello di Saskia Sassen su Territorio, autorità, diritti tradotto da Bruno Mondadori (pp. 596, euro 42. Quando il libro uscì negli Stati Uniti ne scrisse Sandro Mezzadra il 3 Febbraio 2007). Ambizioso perché l’autrice si pone due obiettivi: da una parte spiegare la formazione dello stato moderno; dall’altra cercare di definire i contorni e le forze operanti in quel processo che vede lo stato-nazione essere uno dei maggiori protagonisti della globalizzazione, all’interno però di un paradosso: rimanere un protagonista rinunciando ad alcuni aspetti della sovranità nazionale. Continua a leggere