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Nostra signora Costituzione. Zagrebelsky: “Serve solo la buona politica”

DA MICROMEGA

Autunno, stagione di alleanze, movimenti e manifesti? A quanto pare sì. Gustavo Zagrebelsky scrive quello di Libertà e Giustizia, “Per una stagione costituzionale”, con cui lancia la manifestazione del 24 novembre a Milano.
di Rossella Guadagnini
L’autunno, improvvisamente. Si potrebbe definire così la nuova, e speriamo folgorante, stagione di fermenti politici, culturali e sociali a sinistra. A un anno dalla caduta del premier Silvio Berlusconi, qualcosa si muove al di fuori della palude che sembra avvolgere le principali forze politiche in campo. Mentre il Pd avanza col progetto delle primarie, pochi giorni fa è stato presentato “Cambiare si può“, appello lanciato da Marco Revelli, Paul Ginsborg, Luciano Gallino e Livio Pepino, con al centro i temi del lavoro e della crisi. Settanta i firmatari iniziali, da esponenti della sinistra intellettuale a protagonisti della scena come Sabina Guzzanti, da operai della Fiom, che intanto si dichiara neutrale, al Movimento dei sindaci, cioè la lista Arancione con a capo Luigi De Magistris, a cui vanno le simpatie di Leoluca Orlando, e che guarda a Marco Doria e Giuliano Pisapia. Continua a leggere

Le limitazioni sulle intercettazioni telefoniche e sull’informazione

IO DICO NO
A QUESTO PROVVEDIMENTO
PER NON CONFONDERMI CON CHI L’HA VOLUTO O LO ACCETTA COL SUO SILENZIO

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Un intervento di Gustavo Zagrebelsky uscito su Repubblica.

Il parere dell’Osce, Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, che ha chiesto all’Italia di non approvare il ddl di riforma delle intercettazioni.

Il documento di denuncia dell’Associazione Nazionale Magistrati sui gravi danni che deriverebbero dall’approvazione definitiva del provvedimento.

Le conseguenze del provvedimento sulla gestione dei siti e dei blog riassunte in un intervento di Jan Reister pubblicato su Nazione Indiana

La tolleranza? Roba da Antico Regime

di Gustavo Zagrebelsky

La democrazia esige che le identità particolari siano ininfluenti rispetto alla pari partecipazione alla vita sociale; esige in breve di essere potenzialmente multi-identitaria. Non è stato così, in passato; anzi, non è pienamente così neppure ora.

Oggi, il problema della coesistenza di identità plurime è di natura etnico-culturale, comprendente l’aspetto religioso; storicamente, in Europa, è stato essenzialmente cultural-religioso, dipendente dalla separazione delle Chiese riformate dalla Chiesa di Roma, una separazione generatrice di guerre civili di religione. Continua a leggere