Prosegue il microprogetto iniziato con Monica Mazzitelli che riguarda le donne che vivono per strada.
Questo secondo racconto probabilmente non sarà l’ultimo e, come già detto, chiunque può continuare, ovviamente, finché non sentiremo che questo disagio, nostro, sia stato abbastanza narrato.
VIRGINIA
Anni fa, quando ancora il Teatro non era stato chiuso, erano cominciate le sue apparizioni.
Scendeva dalla Rampa stretta nel cappottino grigio che l’avvolgeva, secca e fragile, come disossata.
I gradini sconnessi, la sua pettinatura miracolosamente scura avvolta mille volte su se stessa come quella dei santi eremiti dell’India e quella voce potente che la precedeva, la seguiva e l’avvolgeva, dapprima flebile, poi un grido, un ruggito, un “io sono”.
“Che me ne importa a me se non son bella
Io ci ho l’amato mio che fa il pittore
Lui mi dipingerà come una stella
Che me ne importa a me se non son bella!” Continua a leggere→