a cura di Giorgio Stella
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L’inizialità dell’inizio iniziale, di Alberto Fraccacreta
La cosmogonia deve spiegare l’amore nella sua forma più alta. Altrimenti è falsa.
David Foster Wallace
Un signore distinto, con lineamenti gradevoli, bei baffi, viennese, il nome roboante di un enfant prodige: Hugo von Hofmannsthal (1874-1929), trasparente e abissale nella sua décadence. Ecco alcuni versi: «— O che potremmo entrare in un nuovo,/ significante rapporto con tutto il creato,/ se cominciassimo a pensare col cuore». A quale ‘significante rapporto’ si fa riferimento? Be’, innanzitutto, il dato pratico: si tratta dell’esergo di Nel centro d’ogni cosa. Poesie 1890-1910 (traduzione e cura di Andrea Landolfi, Del Vecchio Editore, pp. 279, € 19,00), prima vera grande selezione della produzione lirica di Hofmannsthal a cinquant’anni dall’edizione Einaudi a cura di Elena Croce. Continua a leggere
Attraverso la tela. Marco Bellini
di Nadia Agustoni
Leggendo la poesia di Marco Bellini si ha l’impressione che l’impegno che richiede seguirne il dettato sia dovuto ad un “cadere” verticale, un cedere alla profondità della parola. Questa breve raccolta Attraverso la tela Edizioni La Vita Felice 2010, con prefazione di Gabriella Fantato e postfazione di Piero Marelli, si apre con un intenso poemetto “…Della linea” in cui si riflette un dire che partendo dalle cose sembra ricordarci con Hofmannsthal che la profondità è nascosta proprio alla superficie. “Credevo di non poterla accettare/ quella linea tesa, annodata all’orizzonte/ e allora ho chiesto di uscire dal tempo/ […] per avere tutte le età […]”, e non inganni quell’uscire dal tempo perché Marco Bellini non ha tentazioni di fuga dalla storia e dall’epoca, ma piuttosto risponde a un andare oltre, tanto più nei momenti legati al quotidiano e a quella linea tesa iniziale, che se segna un confine, restituisce anche una misura. Continua a leggere



