Archivi tag: India

Pogrom

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POGROM

di Nadia Agustoni

Nel Punjab si è consumato uno dei non pochi pogrom che stanno devastando quella parte geografica del mondo che comprende India e Pakistan nelle regioni dove confinano. Articoli scarni ci informano che in un piccolo paese di nome Gojra una festa di matrimonio della minoranza cristiana ( il 2%  in Pakistan) è stata il pretesto di un massacro (QUI). I cristiani accusati, oltretutto ingiustamente, di avere lanciato sugli sposi dei foglietti strappati dal Corano sono stati fatti bersaglio di una rappresaglia crudele. Otto persone sono morte, bruciate vive e solo il fatto che l’allarme era già scattato ha impedito che le cifre degli uccisi salissero di altre unità. Leggendo la notizia, soffermandomi su alcuni particolari ho ricordato gli articoli della scrittrice indiana Arundhati Roy sugli eccidi del 2002 nel Gujarat. E’ subito evidente che non si tratta mai, in nessun caso, di pogrom che nascono da rabbia momentanea qualunque gruppo li compia. La spontaneità dei linciaggi è esclusa per l’uso di una quantità inspiegabile di armi e per l’impiego di gruppi di individui trasportati sul luogo dell’eccidio con autobus. Continua a leggere

Essere Taslima Nasreen

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La prima volta che la incontrai, nel ’95, era di passaggio a Roma e stava andando in Svezia. A Fiumicino, si aggirava all’interno dell’aeroporto come una delle tante turiste asiatiche in vacanza in Italia. Giacca di pelle nera, jeans neri, zainetto sulle spalle, capelli corti e spettinati. Passo tranquillo, lento. Si guardava attorno, beveva una coca-cola, telefonava.

Eppure Taslima Nasreen, medico, poeta, scrittrice bengalese, avrebbe avuto più di qualche motivo per non passeggiare così tranquilla. All’epoca aveva una condanna a morte sulla testa. Continua a leggere

Osteria Calcutta

Osteria Calcutta” di Marina Valente, edito da Sensibili alle Foglie, è la storia di un sogno che, per qualche tempo, è stata una realtà capace di cambiare le sorti di oltre duemila Adivasi, diseredati, intoccabili di uno slum di Calcutta, una delle città più aperte e più contraddittorie di tutta l’India.

Una città capace di accogliere decine di migliaia di persone senza terra e di avvelenarne altrettante con le cicliche epidemie per avvelenamento da arsenico causate dai pesticidi e dai fertilizzanti chimici introdotti in modo massiccio in un’agricoltura naturale e dagli stabilimenti della Coca Cola (bevanda, fino a pochi anni fa completamente inesistente nel West Bengal) le cui pompe hanno raggiunto gli strati più profondi della terra, pescandovi -assieme all’acqua- metalli pesanti ed arsenico.

C’è qualcosa di profondamente poetico nel diario di Marina Valente e nella sua sincera passione per queste persone che vivono, dormono e muoiono in strada e che non hanno niente: neppure la certezza di potersi svegliare l’indomani.

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