Archivi tag: Luis Sepulveda

“Ciao, vecchio”. Luis Sepúlveda, 1949-2020

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Ci troviamo nella sala vip dell’aeroporto internazionale di Santiago, e sembra che noi cinque siamo davvero dei vip perché ci hanno assegnato un plotone di soldati e varie guardie che vigilano sulla nostra incolumità. Ed è forse per mettere in risalto il nostro status di vip che ci tengono al centro della sala, seduti per terra con le mani alla nuca. Non è certo il modo migliore di rilassarsi prima di un lungo viaggio, e i soldati ci guardano storto quando reclamiamo per la durezza della moquette e per il pessimo servizio: non ci hanno neppure offerto qualcosa da bere. Un trattamento schifoso per dei vip.
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La fine della storia secondo Luis Sepúlveda

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di Guido Michelone

La fine della storia del titolo è una frase pronunciata da uno dei tanti protagonisti del libro, che però assume una valenza epocale, arrivando a imprimere una svolta decisiva nel cammino dell’umanità politicamente coinvolta a Est e a Ovest, al Sud e al Nord del Pianeta: in mezzo alla Guerra Fredda e ai postumi del Crollo del Muro di Berlino, si inserisce la vicenda del romanzo, che, come accade sempre nei testi di Sepúlveda, ha in fondo come protagonista un eroe classico (proprio nel senso della mitologia greca) in mezzo a un’umanità variegata e composta, dantescamente, da assassini, spie, lacchè, traditori, voltagabbana. Continua a leggere

Luis Sepúlveda, “La lampada di Aladino”

di Francesco Sasso

La raccolta La lampada di Aladino (TEA 2009) di Luis Sepúlveda si risolve in una serie di racconti che, per la fitta trama di riferimenti, di echi e di allusioni da cui sono legati fra loro e rispetto ad opere precedenti (ne La ricostruzione della Cattedrale c’è il ritorno del Vecchio che leggeva romanzi d’amore), costituiscono quasi una sorta di palinsesto dei temi cari allo scrittore cileno: i ricordi di gioventù, la passione politica, le storie degli uomini umili della Patagonia, l’esilio, il viaggio, la morte.

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Luis Sepulveda, “Cronache dal Cono sud”

Cronache dal Cono sud, Luis Sepùlveda

di Francesco Sasso

Nel settembre del 1973 il colpo militare pose fine al regime democratico in Cile. Salvator Allende si tolse la vita e il generale Pinochet diede il via ad uno dei più feroci regimi totalitari. Nel 1990 Pinochet si ritirò a vita privata, ma l’intera società cilena è ancora nelle mani dei torturatori. Purtroppo bisognerà attendere l’elezione di Micelle Bechelet, nel 2006, per iniziare a sperare nella rinascita di una società civile dove le leggi garantiscono la sicurezza dei cittadini.

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