Se non fossi egiziano, egiziano vorrei essere.
Mustafa Kamil
Dall’Egitto ho chiamato mio figlio
(Mt 2, 15)
Alessandria/Catanzaro,
agosto 2009
Sorvoliamo il Mediterraneo, in discesa verso la costa egiziana. Il mare scivola all’indietro e si perde fuori del finestrino. Un chiarore abbagliante, ovunque, appena attutito (o forse ingrandito, deformato?) dalla coltre di un giallastro sporco – pensavo fosse sabbia ed è invece smog-, che incombe come un lenzuolo lurido sul Cairo, avvolge l’arrivo nella terra dei copti. Continua a leggere

